Nessuno mi può giudicare

Covid-19 già in Italia da settembre scorso: uno studio coordinato dall’Istituto tumori di Milano è stato ripreso da tutte le agenzie e anche da molti media. La pubblicazione è diventata rapidamente una notizia anche perché la ricerca è uscita sulla rivista dello stesso istituto e il lavoro è stato accettato nello stesso giorno in cui …

Continue reading

Conflitti: al revisore non interessano

Chi fa la peer review di un articolo scientifico non tiene in particolare conto i conflitti di interesse degli autori. (1) La valutazione della qualità del contenuto, infatti, di solito prescinde dalla conoscenza delle relazioni tra gli autori e le aziende che potrebbero trarre vantaggio dalla pubblicazione. Non c’è da sorprendersi, perché i risultati dello …

Continue reading

Dopare l’impact factor

Da pochi giorni sono stati presentati i nuovi dati riguardanti l’impact factor delle riviste indicizzate sul Web of Science1. Nessuna particolare novità: 283 nuove riviste aggiunte alla banca dati e solo 17 cancellate. «L’impact factor (IF) è senza dubbio l’indicatore bibliometrico più utilizzato, male utilizzato e abusato nella scienza accademica. Le riviste sono classificate nel …

Continue reading

Riviste scientifiche, blog e peccati di omissione

In un anno, il Lancet può riuscire a “piazzare” più di 80 super vendite di reprint di articoli con tirature che vanno dalle 24 mila alle 835 mila copie. Un po’ meglio di quanto non riesca a fare il BMJ, che nello studio che fornisce questi dati si è fermato a poco più di 70 con …

Continue reading

Tutto è perduto, fuorché l’onorario

È molto più difficile giudicare sé stessi che giudicare gli altri, si legge sul Piccolo principe. Chissà se sarà venuto in mente a Elliot Gilbert, chimico australiano presente nel comitato scientifico del Journal of Applied Crystallography e di Food structure. Qualche settimana fa, ha ricevuto una email dalla redazione di un’altra rivista, pubblicata da una …

Continue reading

Non pubblicare sulle riviste d’assalto

Dai National Institutes of Health (NIH) arriva una raccomandazione: stare alla larga dai cosiddetti predatory publishers, vale a dire quegli editori (e quelle riviste) che continuano a inviare email a clinici e a ricercatori invitandoli a pubblicare su riviste poco conosciute ma (incredibilmente) talvolta già indicizzate (1). A pagamento, s’intende. L’obiettivo dei NIH è tutelare …

Continue reading