La peer review si fa in famiglia?

L’ultimo aggiornamento della lista degli editori-predatori è del gennaio 2014 e, con l’apertura del nuovo anno, si attende la sua revisione da parte del blog Scholarly Open Access. I criteri per la definizione di predatory publisher sono talmente tanti e articolati che non si può che rimandare al post di Jeffrey Beall pubblicato nel dicembre …

Continue reading

Open data: che fare?

Open e Big Data. Se ne parla molto e spesso si ingenerano malintesi, al punto che qualche settimana fa dei ricercatori della Berkeley University hanno chiesto a diverse persone intelligenti cosa intendessero con questi due termini. Ecco tre risposte. Per prima quella di Philip Ashlock, chief architect del sito Data.gov/. E’ il progetto simbolo dell’attrito tra il desiderio di …

Continue reading

Fare ricerca è lasciare tracce

Tutti d’accordo – nonostante le non poche osservazioni critiche anche recenti1 – sul fatto che le sperimentazioni controllate randomizzate siano il gold standard della ricerca clinica. Proprio il loro valore atteso diventa una ragione in più per criticare il fatto che l’accesso ai dati grezzi di queste ricerche sia generalmente consentito solo a poche persone: …

Continue reading

Cercare documenti? Come andare a funghi

“Picasso diceva: <Io non cerco, trovo>. Si può trovare anche non cercando. Ma quando si cerca bisogna avere un’idea di cosa si sta cercando. E bisogna sapere in anticipo cosa ce ne faremo di quello che stiamo cercando, altrimenti non troveremo niente. La ricerca presuppone l’esistenza di un contenitore già pronto, cui ciò che si trova dovrà adattarsi”.

Andare in giro per il bosco è utile anche se passeggi e non cerchi nulla. Basta che ti alzi però.
Andare in giro per il bosco è utile anche se passeggi e non cerchi nulla. Basta che ti alzi però.

Quello che scrive Tullio Pericoli nel suo libro appena uscito, Pensieri della mano, sembra pensato proprio per chi vuole migliorare le proprie conoscenze consultando bibliografia e documentazione scientifica. Conoscere la tecnica per interrogare una banca dati – da Medline/Pubmed alla Cochrane Library – è importante, ma lo è ancora di più dare un obiettivo alla propria ricerca, dare il giusto peso ai dati recuperati, saper interpretare le informazioni e condividere le strategie migliori per tradurre ciò che abbiamo trovato in conoscenze che possano servire a migliorare la pratica clinica o a determinare diverse politiche di sanità pubblica.

Alla fin della fiera, è come andare a funghi, valutarne la qualità, vedere se hanno i vermi, cucinarli ed assaggiarli con gli amici.

Ecco le dispositive dell’intervento al corso sulla ricerca delle informazioni all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, il 31 marzo 2014.

L'impact factor intossica la scienza: parola di Nobel

Più che un articolo, sembra un atto di dolore o di contrizione: il fresco premio Nobel per la medicina, Randy Schekman, ha preso carta e penna (si fa per dire) e ha scritto una nota prontamente pubblicata sul Guardian per attaccare il sistema che, attraverso le riviste scientifiche, premia la ricerca più glamour a discapito …

Continue reading

Il selvaggio west della peer review

Se a fine settembre avessimo googlato ‘wassee institute of medicine’ avremmo avuto indietro nulla. Facendolo oggi, sono 27.700 i risultati restituiti dal motore di ricerca. Lo dobbiamo all’articolo pubblicato su Science il 4 ottobre 2013 che riporta – più che lo “studio” – una sorta di indagine poliziesca sui percorsi editoriali propri del mondo dell’open …

Continue reading

Fanno Eco a Umberto

Questo è un post noioso perché parla di una cosa di cui si discute molto ma che interessa a poche persone: che fine faranno i giornali e le riviste? Tra vent’anni, cosa e come leggeremo? Le persone molto colte, da anziane, diventano barbose. Prendi Umberto Eco: tanto era fantasioso da giovane, tanto è monotono oggi, …

Continue reading

Google Books: la rivoluzione può attendere?

“Il masochismo è una competenza preziosa”, come dice Chuck Palahniuk, e ho l’impressione di essere un maestro nel campo. Altrimenti non terrei il feed del blog di Nicholas Carr sulle mie pagine di iGoogle. Non bastasse, mi sono anche sciroppato il suo libro, da poco in edizione italiana. La tesi di Carr è nota, anche …

Continue reading