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Vaccino per covid-19: una buona notizia?

Come quello in cui Neil Armstrong sbarcò sulla luna: ieri è stato un grande giorno per l’umanità perché la casa farmaceutica Pfizer ha pubblicato un comunicato stampa per far sapere che il vaccino contro covid-19 “è efficace al 90 per cento”.

Today is a great day for science and humanity. Albert Bourla, Pfizer’s chairman and chief executive

Sono necessarie due dosi, a tre settimane di distanza e i dati raccolti nelle sperimentazioni in corso negli Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sud Africa e Turchia mostrano che la protezione viene raggiunta sette giorni dopo la seconda dose. Sono dati preliminari, basati solo sui primi 94 volontari (degli oltre 44 mila arruolati nei diversi Paesi) che hanno sviluppato sintomatologia riconducibile a covid e sono poi risultati positivi, quindi l’efficacia precisa del vaccino potrebbe cambiare una volta che saranno stati analizzati i risultati completi.

“The results are really quite good, I mean extraordinary”. Anthony Fauci

“The results are really quite good, I mean extraordinary” ha dichiarato il direttore dei National Institutes of Infectious Diseases, Anthony Fauci. Il mercato azionario ha fatto un bel balzo e il valore di Pfizer è cresciuto del 7,7 per cento. L’anticipazione di questi dati del tutto preliminari permetterà a Pfizer di fare domanda alla Food and Drug Administration per l’approvazione accelerata del vaccino già intorno alla seconda decade di novembre 2020.

“Why didn’t Pfizer announce their vaccine until 48 hours—literally—after the networks called the race for Biden? They didn’t know about it last week?” Le domande del senatore repubblicano statunitense Ted Cruz sono state rilanciate su Twitter da decine di migliaia di persone, ma l’eco maggiore l’ha ovviamente ottenuta il presidente Donald Trump con una serie di messaggi che accusano l’azienda farmaceutica di essere complice di un complotto ai suoi danni. Ci ha pensato il cardiologo e ricercatore Eric Topol a fare un po’ di editing su uno dei tweet più violenti.

I dati che hanno portato Pfizer a fare questo annuncio inatteso (non previsto neanche nel protocollo dello studio) si riferiscono ad un numero ancora abbastanza modesto di persone arruolate nello studio (62 poi diventate 94 a distanza di pochissime ore). Il disegno prevede che si verifichi ad interim a quale gruppo appartenga (persone a cui è stato somministrato il vaccino o persone che hanno ricevuto un placecbo) chi è sintomatico o è stato contagiato, per poter poi effettuare un confronto e misurare l’efficacia del vaccino. L’azienda produttrice ha genericamente parlato di efficacia “al 90 per cento” ma non ha precisato quante persone contagiate da covid-19 appartenessero all’uno o all’altro gruppo. Ancora, non si hanno dati che possano dirci se la presunta efficacia del vaccino sia tale negli anziani, la popolazione che più avrebbe bisogno di essere protetta da un vaccino assolutamente sicuro. Infine, tanti fanno osservare che questo vaccino dovrebbe essere conservato a meno 80 gradi: nessun ambulatorio di medicina generale è dotato di strumenti che possano garantire queste temperature.

Se Kathrin Janssen – ricercatrice leader di Pfizer – stappa champagne, diversi altri suggeriscono di tenere le bottiglie chiuse, ha commentato lo stesso Topol. rimandando ad un articolo di Sciencemag. Insomma, ancora abbiamo pochissimi dati anche se Pfizer ha detto alla giornalista d’inchiesta della BBC Deborah Cohen di aver parlato in nome della trasparenza: “We have shared these data in the spirit of transparency and clarity at a time of great interest to the world and to reinforce our longstanding commitment to scientific and regulatory rigour that benefits patients.”

Speriamo che il 9 novembre 2020 sia davvero un grande giorno per l’umanità. Per ora, l’impressione è di essere nel mezzo di una situazione per niente “solenne” come furono invece i primi passi traballanti degli astronauti sulla luna. Questi mesi terribilmente difficili sono caratterizzati da una litigiosità senza precedenti, da una sconcertante approssimazione dei politici, dalla intemperanza di molti ricercatori.

Non bastasse, il sistema sul quale si basa la produzione e la condivisione delle conoscenze scientifiche sembra ormai compromesso alla radice: “Publishing interim results through a press release is neither good scientific practice nor does it help to build public trust in vaccines” ha scritto il direttore del Lancet, Richard Horton. “An announcement should come with full publication of a peer-reviewed research paper in a scientific journal”.

Comments

1 Comment

Giorgio Dobrilla

Molto interesssnte.


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…