Press enter to see results or esc to cancel.

Vacanza eccezionale

“Ecco Marina di Massa, la villa che zio Fernando prendeva in affitto, tra quei bei pini, e mangiava ridendo gli scampi e maionese, non prevedeva l’infarto così presto. Cinquale: non ballerei più in slip, forse; e neanche per scherzo sugli aeroplanini. Il Forte: due gocce di pioggia. Case e persone più fitte. E poi il sereno. La piazza. Il caffè sotto i platani; venivamo con quelle di Pietrasanta, a mangiar mandorle salate comprate in drogheria; poi via tutte insieme, in bicicletta, col buio. Le madri paesane severe mettono mano ai battipanni.” E poi ancora al Tonfano, le Focette, la pineta e le donne. Fino al giorno di dover “voltare la macchina” per tornare in città. Era questa la vacanza, la “piccola vacanza” benestante raccontata da Alberto Arbasino. (1) Due giorni: il tempo di non dimenticare l’ultima tra le ragazze con cui si era stati. Poi più, fine della villeggiatura.

Cara Amica mia, come finirà? Francesca Bosco

Vietati o sconsigliati i viaggi, nell’estate del 2020 chi ha potuto è tornato a fare una villeggiatura. I più giovani l’hanno addirittura “sperimentata”, non avendo mai scelto prima di quest’anno di trascorrere settimane al paese dei nonni o in qualche posto “sicuro”, meno frequentato, senza spostarsi. La villeggiatura era – e può ancora essere – quieta, laddove la vacanza tende a non esserlo e se si avvicina ad esserlo diventa monotona al punto di volerla dimenticare al più presto.

L’intuizione di Maurizio Bonati è stata quella di sottolineare l’onda anomala del 2020 dedicando alle strane vacanze di quest’anno quasi un numero intero di Ricerca & Pratica, la rivista dell’Istituto Mario Negri. Un coerente racconto per immagini di un giovane fotografo bolognese, Simone Caniati procede accanto a narrazioni di “vecchi e nuovi amici” della rivista: mai legate l’una con le altre, al punto che il lettore si sente sfidato a vincere l’impresa di recuperare un senso tra riflessioni prudenti, avvelenate gucciniane, confessioni sofferte e annotazioni che sembrano arrendersi all’evidenza di leggere tanti punti interrogativi quante sono le stelle cadenti dal cielo d’agosto.

Ci sono tanti modi diversi di leggere queste pagine. Sono stato dolcemente colpito dallo sguardo diverso a seconda delle età. I meno giovani sembrano voler negare la necessità di una pausa: da Silvio Garattini che ha trasferito il proprio studio dall’Istituto a Domos de Roca in Sardegna a Benedetto Saraceno che soffre il doversi dedicare alle marmellate di ribes, lamponi e prugne nel tempo non occupato dalla potatura. I meno anziani cercano una sosta per respirare a pieni polmoni l’aria di montagna senza l’ostacolo della mascherina, come Michela Chiarlo, medico di Torino che lavora nei reparti covid-19 dell’ospedale San Giovanni Bosco. “Un’estate che sembra correre sia veloce solo per farci capire contro che autunno stiamo andando a sbattere”, scrive Vittorio Fontana, medico che lavora nella periferia di Milano. Quattro sono le domande rivolte ai lettori da Rodolfo Saracci, nove quelle di Saraceno, impossibili da contare quelle presenti nei due testi di Stefano Cagliano e Federico Marchetti: è l’incertezza la protagonista non solo dell’agosto passato ma dei giorni che stiamo vivendo. “Cara Amica mia, come finirà?” La domanda di Francesca Bosco – anche lei medico alle prese con i pazienti colpiti dalla covid-19 – è rivolta a tutti noi, ma non abbiamo risposta.

“Qualcuno è triste, qualcuno piange, qualcuno tace, qualcuno è lì seduto con lo sguardo nel vuoto”.

1. Arbasino A. Le piccole vacanze. Milano: Adelphi, Quarta edizione, 2007

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

“Surrounding ourselves with unread books enriches our lives as they remind us of all we don't know.” @nntaleb twitter.com/nachristakis/s…

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…