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Senza Speranza

Non può essere questo governo a continuare a gestire la pandemia. Il continuo richiamo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla ‘responsabilità individuale’ si fonda su un presupposto: la fiducia da parte dei cittadini nelle istituzioni che chiedono – o impongono – loro di cambiare il proprio stile di vita in nome di un interesse collettivo. Se quella fiducia viene meno, nessun Dpcm o stato di emergenza otterà risultati”. Ci mancava anche l’editoriale di Stefanio Feltri, direttore del nuovo quotidiano Domani, nato l’altro ieri “da un’idea di Carlo De Benedetti”.

Le formule possibili sono molte, a parità di maggioranza o coinvolgendo le opposizioni. Stefano Feltri

Pochi giorni fa è nato un intergruppo parlamentare Camera-Senato che ha voluto chiamarsi Mes subito, con l’obiettivo trasversale agli schieramenti politici di sfruttare le opportunità offerte dal meccanismo europeo di stabilità: “Il riacuirsi del contagio, accompagnato dalla proroga dello stato di emergenza, impongono la necessità di utilizzare tutte le risorse disponibile a favore del sistema sanitario nazionale, a partire dal Mes, senza rinvii” si legge nella richiesta di adesione giunta ai parlamentari.

Sono in molti a volere la crisi, a iniziare da Matteo Renzi che ha mandato in prima linea la pasionaria Teresa Bellanova che, da ministro delle politiche agricole sembra voler dire la sua anche per quanto riguarda gli investimenti nella sanità: “Chi dice: tanto i soldi sulla sanità li abbiamo messi, omette che se avessimo chiesto il Mes noi quelle risorse le avremmo investite su ulteriori priorità e staremmo già agendo sui punti deboli: medicina del territorio, borse di studio, strutture no covid per altre patologie, pieno funzionamento di un importante strumento di prevenzione come l’app Immuni. E’ intollerabile che per un tampone si debba aspettare 72 ore e che per farlo si debba stare in fila per ore. Tutto questo meriterebbe un Piano straordinario sulla sanità. Dire no al Mes è un’offesa al Paese” dichiara all’Uff Post. Insomma, Italia Viva le aveva dette da tempo le cose giuste, fessi gli altri a non dar loro retta.

Dire “no” al MES sarebbe un’offesa. Ma lasciare che sia proprio il segretario di Articolo 1, il ministro della salute, Roberto Speranza a dover governare un piano straordinario di investimenti nella sanità sarebbe per qualcuno davvero un delitto.

La foto in alto è di Micadew ed è intitolata Riots. E’ su Flickr Creative Commons. Grazie all’autore.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…