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Funerale, compreso l’interessato

“Ao’ guarda che se nun s’abbassa la curva c’è poco da fa’ che aaa crescita nun è ‘sponenziale, è logarimmica.” Non credo alle mie orecchie (mi viene facile) uscendo dal Todis durante un’evasione clandestina dall’isolamento volontario da proditoria notifica di Immuni. Ero rimasto a “logaritmica” quando un altro se ne esce con un “famo attenzione che qui è n’attimo che famo ‘n claste”. 

Insomma, il cluster di cui sopra sarebbe quello del gruppetto di strascina faccende di precoci pensionati del quartiere, normalmente appollaiati sul muretto accanto al supermercato. Punto di osservazione privilegiato per farsi quotidianamente gli affari degli altri. “Se nun se va a caccia deji asintomatici un ce sta ‘n cazzo da fa’” è la verità definitiva del settantenne coatto colla bandana che con la bella stagione ripara le moto dietro la saracinesca del garage.

“Non so che dire…”. “Bene, allora non dica niente”. La sposa in nero (François Truffaut)

Mesi di lezioni a – maggiore o minore – distanza hanno radicato in tutti noi un nuovo lessico, un vocabolario tecnico continuamente aggiornato: sempre più difficile mantenersi al passo. Dei ricercatori di sociolinguistica dell’università del Michigan stanno studiando l’effetto della pandemia sul linguaggio delle persone. Durante la seconda guerra mondiale, la leva maschile generalizzata fece sì che milioni di donne nel giro di poco tempo cambiarono stile di vita, iniziarono a lavorare e a frequentare nuovi luoghi e persone: la trasformazione del loro modo di parlare fu immediata. Oggi stiamo assistendo a qualcosa del genere. Anche andando a fare la spesa: “Mica facile fare er tracing, te ce vorrei vède a te: te ricordi l’artroieri ando stavi a st’ora?” Prevedibilmente la domanda cade nel vuoto.

Gli effetti della pandemia si sentono sul nostro linguaggio e – chissà? – motivano anche la Pubblica amministrazione a interrogarsi sull’opportunità di un cambiamento. Guardando le mail al rientro a casa trovo l’invito al millesimo webinar (questa non l’hanno detta i vecchietti del muretto, alimorte’) stavolta proprio sul “rinnovamento della P.A.” E arriva un messaggio da Tom che mi dice di leggere la Gazzetta ufficiale, il vangelo laico della pubblica amministrazione: “I funerali devono svolgersi con la presenza contemporanea di non più di quindici persone compreso il celebrante e l’interessato”. L’interessato (al funerale) sarebbe il defunto, la salma, “l’illustre e compianto” avrebbe detto Achille Campanile. Per un sovrappiù di eleganza potrebbe addirittura non essere contato.

Certe volte bisognerebbe fermarsi un attimo prima di dire. Er claste, er tracing, l’interessato.


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Ho avuto il privilegio di seguire le lezioni del professor #Massimiano Bucchi, che in questo breve video, in collaborazione con la rivista @forwardRPM, parla del valore degli errori. #fallimento #Io&Tech youtube.com/watch?v=zdHZpy… @MassiBucchi

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…