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Vittime di una virilità precaria

Mettere o no la mascherina è una scelta che dipende da tante cose, compreso il genere. Le donne la indossano più spesso e questo è in linea con una generale maggiore attenzione alla salute e alla protezione del proprio corpo. Leggendo per preparare una nota per la rivista dell’Ordine dei medici di Torino ho scoperto che c’entra anche la condizione di “virilità precaria” di cui siamo vittime noi uomini. Ogni giorno siamo daccapo e dobbiamo dimostrarlo. ‘Na faticaccia, insomma.

Coprendoci naso e bocca è come se dicessimo a tutti “Sì, sono vulnerabile e mi tocca proteggermi così”. Che figuraccia. Insomma, molte persone ritengono che indossare una mascherina sia un’ammissione di debolezza: è più seducente mostrarsi sicuri di sé, incuranti del pericolo, sia se l’obiettivo è quello di fare colpo su una donna, sia se si è in corsa per una carica politica.

A proposito: delle survey condotte negli Stati Uniti (metologicamente traballanti, ma si sa come son fatte ‘ste cose…) dicono che la mascherina è pure “democratica”. Nel senso di progressista o di come vuoi chiamarla. Chi vota il candidato democratico alle elezioni è più probabile che indossi la mascherina: il 75 per cento degli elettori democratici aveva dichiarato di aver indossato una maschera in pubblico, contro il 58 per cento di chi si dichiarava “indipendente” e meno della metà di chi manifestava un’intenzione di voto per il Partito repubblicano. Più comprensibile un altro dato: i residenti in grandi città e nelle zone circostanti indossavano più frequentemente le maschere rispetto a chi viveva in aree rurali.

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The end of science communication as we know it. [The title runs: “Tocilizumab works. Announce given on Paolo Ascierto social media”.] pic.twitter.com/Vvolj9cPeZ

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…