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La fotografia: pensare ai valori e non alle regole

Essenziali, ma non protetti. Si chiama Arghavan Salles ed è medico e ricercatrice a Stanford in California dove lavora su programmi sulla disuguaglianza di genere sui luoghi di lavoro. All’inizio della crisi per la covid-19 è volata a New York per lavorare dalle 7 alle 21 nella terapia intensiva di un ospedale in un’area povera della città. “Mi sono sentita in dovere di venire a NY per aiutare colleghi che non potevano più riposare, che non avevano più il tempo per esprimere le proprie emozioni” ha detto alla fotografa Gaia Squarci, autrice di una serie di ritratti dei professionisti sanitari statunitensi impegnati nella pandemia, tra le mostre esposte a Cortona On The Move. La cosa più difficile – confessa – è aiutare i malati semi incoscienti a parlare al telefono con i propri parenti: “Sento che non dovrei essere lì, è come se mi stessi intromettendo in una conversazione privata”. La narrativa vuole che medici, infermieri, operatori dei servizi ospedalieri siano parte di professioni “essenziali”. Un’espressione bugiarda perché se lo fossero davvero sarebbero stati protetti. Le mostre di Cortona confermano che farsi trovare così impreparati dalla pandemia è una responsabilità enorme delle istituzioni. Non se ne parla per niente e lo stesso approccio – dilettantesco e inadeguato – rischia di caratterizzare anche la riapertura delle scuole. Rischiamo un altro disastro, con altri lavoratori “essenziali” – gli insegnanti – mandati allo sbaraglio… Qui c’è anche un articolo interessante sul New Yorker: [10 agosto 2020]

Sento che non dovrei essere lì, è come se mi stessi intromettendo in una conversazione privata. Arghavan Salles

La cecità ai luoghi e la covid-19. Mentre si discute sull’obbligatorietà di un vaccino che non c’è e aumentano i nuovi casi, ecco le foto di Alex Majoli, fotografo italiano della agenzia Magnum (ne è stato anche presidente), esposte a Cortona On The Move. All’inizio della pandemia era al nord ma ha scelto di partire per la Sicilia dove ha iniziato un viaggio risalendo l’Italia e documentando a suo modo – scenicamente intenso e drammatico – la notte del contagio, con una radicale prevalenza del lutto sulla speranza. Scelta discussa la sua (quella del “viaggio al contrario”) ma affascinante perché ci mette di fronte alla non aggirabile necessità di fare i conti con situazioni e contesti diversi. Scopriremo un giorno che “i meridionali” sono geneticamente più resistenti al sars-cov-2 (qualcuno sta già mettendo in giro la cosa), che “le donne” sono più forti, che “i bambini” la prendono leggera e così via. Ma, intanto, è come se non si desse il giusto valore ad una vulnerabilità diversa a seconda di dove il virus si diffonde (forse prima di “chi” il virus colpisce).Viene in mente quello che scrivono Fabrizio Barca e Patrizia Luongo: partiamo da presupposti errati come “l’omogeneità delle persone e dei luoghi; l’onnipotenza cognitiva di chi scrive regole e procedure che, prevedendo ogni circostanza e ogni reazione dei soggetti regolati, sarebbe in grado di anticiparle con appropriati incentivi, prescrizioni e sanzioni iscritti in regole e procedure; la neutralità delle decisioni degli esperti, come se esse non avessero sempre un forte connotato politico; la benevolente ignoranza degli amministratori locali, conceiti come docili esecutori di ordini e privi di un ruolo di rappresentanza politica, di valori, di interessi”. (qui c’è il libro di Barca e Luongo) Pare che il ministro Speranza stia per “convocare le Regioni” e si paventa un “nuovo giro di vite”. La sola cosa di cui stiamo discutendo (meglio: stanno discutendo, io guardo) sono le regole: mai qualcuno che fosse andato in televisione a discutere di valori. Ci interessa più una sera in discoteca o mantenere il lavoro? Esser “liberi” di non mettere la mascherina e non lavarsi le mani o la salute di nostro padre (oggi) e la nostra (domani)? [12 agosto 2020]

In alto: Fotografia di Alex Majoli [copyright] per Cortona on the Move, 2020.

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The end of science communication as we know it. [The title runs: “Tocilizumab works. Announce given on Paolo Ascierto social media”.] pic.twitter.com/Vvolj9cPeZ

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…