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Spike Lee, la covid-19 e la distanza sociale

Strade deserte, altalene mosse solo dal vento nel parco giochi, stazioni della metropolitana senza anima viva, distese di fiori nelle aiuole della città senza che nessuno possa goderne. E poi Wall Street, Grand Central Station, lo Yankee Stadium, l’ospedale da campo in Central Park: la voce di Frank Sinatra e le note di New York, New York accompagnano i tre minuti del video in super 8 del regista statunitense Spike Lee che lo ha presentato su Instagram come “una lettera d’amore alla gente di New York”.

Duecentoventitremila casi e quasi 23 mila morti ad oggi, 10 luglio 2020: così la malattia ha colpito la città simbolo degli Stati Uniti e dell’Occidente. Le aree più colpite sono quelle dove vivono i cittadini di origine latina e afroamericana: Queens (5.800 morti), Brooklyn (5.500) e Bronx (3.800). I poveri sono il bersaglio preferito di un virus tutt’altro che democratico (1) e il virus va a cercarli a casa loro.

You know what? I wouldn’t want to be any other place than here, the epicenter. Spike Lee

Chi rischia di più. E’ uscito su Nature uno studio su oltre 17 milioni di persone abitanti in Inghilterra che ha confermato i fattori collegati all’aumento del rischio che ogni persona ha di morire: l’età avanzata; il genere maschile, l’essere afroamericano o appartenente a una minoranza etnica; soffrire di altre malattie. Conferma molte ricerche precedenti, ma è uno studio molto ampio, di cui possiamo fidarci. (2) I ricercatori hanno utilizzato cartelle cliniche pseudonimizzate di circa il 40% della popolazione inglese – 17.278.392 adulti – di cui 10.926 sono stati registrati come morti per covid-19 o complicanze correlate. Dati che sono stati inseriti nella piattaforma di analisi OpenSAFELY che continuerà ad aggiornarsi man mano che saranno disponibili nuovi record di pazienti. Riguardo l’età, il rischio aumenta nettamente tra le persone di oltre 80 anni: oltre il 90% dei decessi in Inghilterra riguarda persone con più di 60 anni. Gli uomini rappresentano il 60% di tutti i decessi. Chi soffre di malattie croniche come obesità, diabete, asma grave e malattie cardiovascolari è a rischio più elevato, così come le persone con redditi più bassi. Afroamericani, persone di origine asiatica e di altre minoranze etniche hanno maggiori probabilità di morire rispetto ai bianchi. Negli Stati Uniti, afroamericani e latini hanno quasi il doppio delle probabilità di morire rispetto ai bianchi, secondo i dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. (3)

Il problema dei bambini. Mentre la covid-19 continua a diffondersi in tutto il mondo, molti paesi hanno deciso di chiudere le scuole nell’ambito di una politica di allontanamento fisico per rallentare la trasmissione e alleviare l’onere per i sistemi sanitari. L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura stima che 138 paesi abbiano chiuso le scuole a livello nazionale e diversi altri paesi abbiano implementato chiusure regionali o locali. Queste chiusure scolastiche stanno influenzando l’istruzione dell’80% dei bambini in tutto il mondo. E’ un’altra decisione che penalizza i più poveri. Sebbene sia in corso un dibattito scientifico sull’efficacia delle chiusure delle scuole sulla trasmissione dei virus, il fatto che le scuole siano chiuse per un lungo periodo di tempo potrebbe avere conseguenze sociali e sanitarie dannose per i bambini che vivono in condizioni di povertà e rischiano di esacerbare le disparità esistenti. Diversi meccanismi faranno sì che le chiusure scolastiche interesseranno direttamente e in modo grave la vita dei bambini poveri negli Stati Uniti e in Europa. (4)

Tornai verso casa continuando a pensare alle lezioni. C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però fra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.

Erri De Luca, Il giorno prima della felicità

In primo luogo, le chiusure scolastiche aggraveranno l’insicurezza alimentare. Per molti scolari e studenti che vivono in condizioni di povertà, le scuole non sono solo un luogo per l’apprendimento ma anche per mangiare in modo sano o almeno accettabile. La ricerca mostra che il pranzo scolastico è associato a miglioramenti del rendimento scolastico, mentre l’insicurezza alimentare (comprese le diete irregolari o malsane) è associata a un basso livello di istruzione e a rischi sostanziali per la salute fisica e il benessere mentale dei bambini. (5) Il numero di bambini che devono fare i conti con l’insicurezza alimentare è notevole. Secondo Eurostat, il 6,6% delle famiglie con bambini nell’Unione europea – il 5,5% nel Regno Unito – non può permettersi un pasto con carne, pesce o un equivalente vegetariano un giorno sì e uno no. Negli USA il 14% delle famiglie con bambini soffre problemi di insicurezza alimentare.

Oltre al problema della alimentazione esiste quello più direttamente legato all’istruzione: il divario nelle competenze matematiche e di alfabetizzazione tra i bambini provenienti da contesti socioeconomici più bassi e più alti spesso si allarga durante i periodi di vacanza scolastica. (6) Si stima che le vacanze estive nella maggior parte delle scuole americane contribuiscano a una perdita di rendimento scolastico equivalente a un mese di istruzione per i bambini con basso stato socioeconomico; effetto che non si osserva per i bambini con uno stato socioeconomico più elevato. Le vacanze estive sono anche associate a una battuta d’arresto nello sviluppo psicologico e nel benessere di bambini e adolescenti.

Bisogna ripartire dai bambini, ha spiegato il pediatra e parlamentare del Partito democratico Paolo Siani in un articolo su La Repubblica. Il contrasto alla “povertà educativa” deve tenere in massimo conto le esigenze non soltanto esplicitamente formative, ma anche di svago e di crescita umana dell’infanzia e dell’adolescente. Occore ridisegnare le priorità dell’azione politica, non pensando che il bambino possa solo trovare vantaggio dalle iniziative pensate per favorire i suoi genitori.

“A brief, intense, ruminative snapshot about his life in his New York apartment during the lockdown”. Peter Bradshaw sul Guardian, a proposito del video di Scorsese

Spike Lee ha ritratto con amore i luoghi che a lui sono più cari, indugiando maggiormente sugli spazi dove vive la povera gente. Anche Martin Scorsese è autore di un video sulla quarantena, con uno sguardo diverso, forse più intimo, impreziosito da citazioni cinematografiche. Il regista introduce il proprio lavoro in questa breve incursione in un tweet della curatrice del programma della BBC che ha mostrato il suo video, che speriamo sia presto di nuovo disponibile in rete.

“Dobbiamo cambiare le cose da cima a fondo” dice Spike Lee invitando a guardare il proprio video. “Non possiamo tornare a fare le stesse cose che facevamo prima: sanità, educazione, ambiente. Dobbiamo solo, si spera con il nuovo presidente, che dobbiamo immaginare di tornare alla lavagna e ripensare davvero l’America da cima a fondo. L’epidemia, come il Mago di Oz, ha davvero tolto il velo. Ora vediamo sul serio cosa c’è qui. Questo è quello che ha fatto il coronavirus”.

Si parla tanto di distanziamento sociale ma se c’è una cosa per la quale il Sars-CoV-2 sembra attrezzato sia proprio la capacità di determinare un distanziamento sociale, economico e umano davvero radicale. Colmare il gap che si è andato inasprendo sarà la sfida dei prossimi mesi.

  1. NYC Health. Covid-19 data. https://www1.nyc.gov/site/doh/covid/covid-19-data-deaths.page. Ultimo accesso 10 luglio 2020.
  2. Williamson EJ, Walker AJ, Bhaskaran K. et al. OpenSAFELY: factors associated with COVID-19 death in 17 million patients. Nature 2020. https://doi.org/10.1038/s41586-020-2521-4.
  3. Oppel Jr R, Gebeloff R, Lai RKK, et al. The fullest look yet at the racial inequity of coronavirus. The New York Times 2020;
  4. Van Lancker W, Parolin Z. COVID-19, school closures, and child poverty: a social crisis in the making. The Lancet Public Health 2020;5:e243-4.
  5. Schwartz AE, Rothbart MW. Let them eat lunch: The impact of universal free meals on student performance. J Policy Analysis Management 2020;39(2):376-410.
  6. Cooper H, Nye B, Charlton K, et al. The effects of summer vacation on achievement test scores: A narrative and meta-analytic review. Rev Educational Res 1996;66(3):227-68.
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Corruption in healthcare - we need care based on solidarity, not on charity because greed. We need careful and kind care for all. ⁦This is #WhyWeRevolt @patientrevpatientrevolution.org/revolt nytimes.com/2020/11/27/opi…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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