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L’arrogante certezza nei giorni della pandemia

Quasi due mesi di emergenza sanitaria, sociale ed economica e l’Italia è divisa in due. Da una parte chi prova a curare, deve fare scelte dolorose, cerca di guarire o di proteggere un anziano, prova ad accompagnare chi muore, a sostenere chi ha perso qualcuno, ad amministrare onestamente una sanità impoverita, a interpretare numeri, a valutare protocolli di rocerca di farmaci forse utili, a testimoniare o raccontare cosa accade negli ospedali, nei reparti improvvisati. Dall’altra chi aggredisce, litiga, deride chi vede le cose diversamente da lui.

Da una parte si parla e si scrive – quando si ha il tempo per farlo – a bassa voce. Dall’altra si urla. Da una parte si è pieni di dubbi, dall’altra si mostrano solo sicurezze.

Eppure, “la traiettoria di Covid-19 è definita dall’incertezza” scrive Arabella L Simpkin nel blog del BMJ. “Le stime della gravità della malattia soffrono di un denominatore incerto che rende difficile quantificare la mortalità reale; l’incertezza traspare dalle reazioni delle persone; e l’incertezza riguarda anche la valutazione della capacità e della sostenibilità degli interventi. Ci si chiede se siano affidabili i dati, se i suggerimenti e le attrezzature utilizzate per proteggere gli operatori sanitari siano sufficienti e, naturalmente, tutti si pongono un sacco di domande su cosa accadrà ai propri cari e ai Paesi in cui viviamo. In breve, l’incertezza è ovunque.“

So, how do we embrace uncertainty? The critical first step is to acknowledge its presence and acknowledge the uncertainties we have no control over. AL Simpkin

La nota di Arabella Sympkin ammette, però, che l’incertezza deve fare i conti con chi non riesce a convivere con l’inquietudine del dubbio.

“Il nostro naturale disagio per l’incertezza è un retaggio dei nostri istinti di sopravvivenza: siamo più a nostro agio con ciò che è familiare e certo, che l’ignoto, che potrebbe essere pericoloso. Abbracciare l’incertezza è contrario ai nostri istinti evolutivi. Per secoli, abbiamo tentato di superare in astuzia l’incertezza, ipotizzando ottimisticamente che il progresso della conoscenza avrebbe accompagnato quello della certezza. In nessun luogo questo errore è stato maggiore che in medicina, dove il tentativo di eliminare l’incertezza nel processo decisionale clinico è stato al centro della ricerca biomedica negli ultimi 50 anni, guidando l’emergere della medicina basata sulle prove, della medicina di precisione e, più recentemente, dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. La verità, tuttavia, è che nonostante i progressi della ricerca continueranno a migliorare l’accuratezza delle informazioni disponibili utili al processo decisionale, l’incertezza in medicina – anzi l’incertezza in tutti i settori – sarà sempre diffusa.”

Dover fronteggiare una situazione mai provata fino ad oggi e causata da un virus sconosciuto avrebbe dovuto ridimensionare la nostra sicurezza. Sono troppe le cose che non sappiamo e pensare che gli errori che vengono continuamente compiuti, i percorsi intrapresi che si rivelano senza uscita siano dovuti a malafede o a interessi personali economici o accademici non porta da nessuna parte. “Stiamo vivendo un’esperienza per tanti versi imprevedibile” dice Vittorio Demicheli a Luca Carra su Scienza in rete. “E’ ancora tempo di dubbi, non di certezze” e, guidando verso Milano, conclude invitando a “partire dai nostri dubbi e provare a colmarli con metodo scientifico. E’ troppo presto per giudicare e, soprattutto, è molto pericoloso litigare. Abbiamo di fronte un nemico dotato di una grande determinazione vitale che sfrutterà a suo vantaggio i nostri conflitti e le nostre debolezze. E’ tempo di correggere l’emozione e di far prevalere la ragione.”

  1. Simpkin AL Embracing uncertainty: could there be a blueprint from covid-19? BMJ Blogs 2020; 16 aprile.
  2. Carra L. Vittorio Demicheli: il nemico è Covid, non è la Lombardia. Scienza in rete 2020; 21 aprile.

La fotografia in alto è di Jonas Tana ed è intitolata Covid19. E’ su Flickr Creative Commons: grazie all’autore!

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…