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Covid-19: non è indispensabile andare d’accordo

“Da quando covid-19 è emerso per la prima volta alla fine del 2019, migliaia di ottimi ricercatori hanno lavorato per rispondere a domande fondamentali, vitali e senza precedenti. Quanto velocemente si diffonde il virus se non controllato? Quanto è letale? Quante persone sono già state contagiate? Ora sono immuni? Quali farmaci possono combatterlo? Quale misure a livello sociale possono essere prese per rallentarlo? Cosa succederebbe se allentassimo gli interventi di sanità pubblica? Possiamo sviluppare un vaccino? I governi dovrebbero imporre l’uso di mascherine protettive di stoffa?” Le domande elencate da Vinay Prasad e Jeffrey Flier in un post di Stat pubblicato il 27 aprile 2020 non sono molto diverse da quelle che tutti noi ci poniamo. Domande alle quali è difficile dare risposta. E molto spesso, quando qualcuno prova a proporne una, viene rapidamente smentito da un diverso punto di vista.

Scientists who express different views on Covid-19 should be heard, not demonized. Zubin Damania – Twitter 28.04.2020

Prasad e Flier si riferiscono agli attacchi anche personali indirizzati a John Ioannidis, ricercatore della Stanford medical school, che sempre in un post su Stat ha messo in discussione la qualità dei dati di cui si dispone sulal covid-19. “Capisco la posizione di Ioannidis – chiarisce Rodolfo Saracci – ma quando si ragiona su questioni di questo tipo dovremmo sempre ricordare di avere due mani e di poterle usare entrambe. Voglio dire che con una mano un ricercatore può criticare sicuramente la qualità dei dati di cui dispone, basti pensare alle metodologie diverse per la codifica dei decessi o al fatidico numero dei contagi che in ultima analisi dipende ovviamente dal numero di tamponi effettuati e, quindi, dalla disponibilità di personale e di risorse economiche che è possibile impiegare. Con l’altra mano, però, qualsiasi ricercatore deve necessariamente poter compiere delle valutazioni con i dati di cui dispone, perché sarebbe davvero colpevole rinviare qualsiasi azione fino al momento in cui questi dati di migliore qualità fossero disponibili. Però è vero, anche in ambito accademico si sta troppe volte finendo per adottare l’approccio usato dai media, in cui una legittima controversia scientifica si trasforma in una discussione che ricorre ad attacchi personali. E’ in fondo una questione di stile, ma è lo stile a mancare.”

“Quando le decisioni più importanti devono essere prese in una situazione di elevata incertezza scientifica, come nel caso della covid-19, non possiamo permetterci di zittire o demonizzare chi espone un’opinione eterodossa”, sostengono Prasad e Flier. “Ancor di più, non possiamo permettere che questioni di scienza, medicina e sanità pubblica diventino ostaggio di una politica ridotta ad uno scontro tra diverse tribù. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un dibattito accademico vivace.”

Society faces a risk even more toxic and deadly than Covid-19: that the conduct of science becomes indistinguishable from politics. Vinay Prasad

In questo momento di grande incertezza, con i dati e le analisi che cambiano quotidianamente, un onesto, mancato accordo tra studiosi con formazione, background scientifico e prospettive diverse è inevitabile e desiderabile. È compito di politici, accademici e cittadini considerare i diversi punti di vista e decidere, in ogni momento, le migliori linee d’azione. Una visione di minoranza, anche se in definitiva sbagliata, può temperare eccessivi entusiasmi o inserire degli opportuni elementi di correzione della prospettiva prevalente.”

  1. Prasad V, Flier JS. Scientists who express different views on Covid-19 should be heard, not demonized. Stat 2020; 27 aprile.
  2. Ioannidis J. A fiasco in the making? As the coronavirus pandemic takes hold, we are making decisions without reliable data. Stat 2020; 17 marzo.

La fotografia in alto è di Dmbosstone ed è intitolata Covid19. Pubblicata su Flickr Creative Commons.

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Folks with wealth are not affected to the same degree by school closure, work from zoom, and other closures. It's those who are neglected and poor. The 2020s will be a dangerous decade.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…