Press enter to see results or esc to cancel.

Covid-19: restiamo integri

Quali rischi stiamo correndo dal punto di vista della corruzione, in un momento in cui i rischi sono chiaramente per la salute delle persone? Ne ho parlato con Massimo Brunetti, responsabile dell’anticorruzione della AUSL di Modena. Massimo è parte anche della Associazione Italiana Integrità della Salute.

MB: Dobbiamo partire ricordando che si ha corruzione ogni qualvolta si verifica il tradimento del patto di fiducia fra i cittadini e tutti coloro a cui questa fiducia viene concessa delegandoli ad esercitare una attività pubblica o privata. Si tratta quindi del non fare l’interesse dei cittadini, avendone di ritorno una qualche utilità. La grande risposta di questi giorni degli operatori sanitari, che stanno mettendo a rischio la loro vita per tutelare la nostra, ci fa dire che nella maggior parte dei casi questa fiducia è ben riposta. Ma non sempre le cose vanno in questa direzione.

In effetti, è difficile dimenticare come proprio in momenti di emergenza sia successo di tutto nel nostro Paese. E non dobbiamo pensare solo agli scandali più grandi, ma anche alle truffe artigianali, di basso profilo…

MB: In questa emergenza legata al Covid-19abbiamo visto accadere cose a cui tutti i cittadini sono esposti. Pensa a tutto quello che viene offerto in televisione, su internet o di persona in qualche negozio: dagli integratori ai più disparati interventi in grado di vincere o scoprire il virus. O pensa alle vendite di materiali, come le mascherine, a prezzi esorbitanti o confezionate in modo tale da non poter promettere alcuna prova di efficacia.

When corruption infiltrates global health, it can be particularly devastating, threatening hard gained improvements in human and economic development, international security, and population health.  Tim K. Mackey et al [1]

Truffe e reati odiosi come i furti di mascherine e kit destinati agli operatori sanitari per rivenderli. In un caso, una agenzia di scommesse metteva in vendita a prezzi esorbitanti mascherine e dispositivi sottratti da operatori sanitari al servizio sanitario. Si spera che episodi simili – qualora confermati – portino al licenziamento di chi li ha messi in atto. Queste persone hanno infatti tradito la fiducia di tutti: dei cittadini, dei loro colleghi, mettendo in gioco la reputazione di tutto il sistema sanitario.

Perché il sistema è più vulnerabile durante un’emergenza?

MB: Perché saltano tutte le procedure normali di acquisto di beni e di acquisizione del personale, semplificandole in favore di una risposta il più possibile immediata, come avviene ad esempio nei casi di terremoto. È evidente che se qualcuno tra quanti prendono queste decisioni vuole fare i propri interessi, l’occasione è ghiotta. Penso però che il più grande rischio che si corre in questo momento è che le scelte strategiche possano non esser fatte per il bene pubblico. E non parlo delle decisioni prese in condizioni di incertezza, in cui è ammissibile sbagliare, ma di quando esiste sin da subito la volontà preordinata di non fare l’interesse generale per favorire qualcuno. Parlando di emergenza, il ricordo che non dobbiamo cancellare dalla nostra memoria è quello di una Protezione Civile che per un certo periodo si trasformò in una macchina finalizzata a favorire interessi privati dimenticando la tutela incondizionata del bene pubblico.

Torniamo alle decisioni di questi giorni: quasi tutte lel Regioni rivendicano una propria autonomia e compiono scelte importanti. Penso per esempio alla costruzione di nuovi ospedali…

MB: È chiaro che se decido di costruire un nuovo ospedale invece di usare strutture esistenti, magari private, sto facendo una scelta di campo. E ovviamente i cittadini si affidano completamente a chi sta prendendo quelle decisioni, non avendo competenze e informazioni adeguate. L’informazione asimmetrica è infatti uno degli elementi che caratterizzano gli episodi di corruzione.

Bene ha fatto il governo a chiedere alla sanità privata di dare il proprio contributo. Forse questa dovrebbe divenire una delle condizioni necessarie per essere accreditati con il Servizio sanitario nazionale. Se vuoi sedere al tavolo della famiglia, ci stai qualunque cosa succeda, soprattutto nel momento del bisogno.

L’impressione è che, dopo aver parlato per anni di pandemia attesa, al momento che questa diventa una realtà dimostrano tutti una sostanziale impreparazione. Non credi?

MB: Sono scelte difficili per chi le compie e che vengono fatte in un momento di stanchezza e di scarsa lucidità. Sarebbe importante invece che decisioni simili potessero essere previste e prese in anticipo, prima che questi eventi si verifichino. Fa riflettere il video di Bill Gates in cui anticipa lo scenario odierno in tutta la sua drammaticità, con il particolare che lo aveva detto 5 anni fa. Quello che non deve accadere è che tali scelte siano fatte per favorire qualcuno, sfruttando eventuali conflitti di interesse, altro fattore, insieme alla informazione asimmetrica, che favorisce la corruzione.

Parlando sempre di scelte strategiche, in questi giorni appare evidente come il sotto finanziamento del servizio sanitario pubblico stia mettendo a rischio la salute di tutti. È chiaro che se negli anni questa situazione fosse stata pensata da politici con l’obiettivo di privatizzare il sistema sanitario pubblico per trarne qualche beneficio, allora anche in questo caso ci troveremmo di fronte ad una corruzione delle scelte. Decisioni non prese per il bene collettivo ma solo per un beneficio di pochi.

Quello che ci troviamo a vivere dovrebbe anche suggerire un ripensamento dell’agenda della ricerca: se il privato ha poca o nulla convenienza ad esplorare determinati ambiti della conoscenza, non è ammissibile che questa mancanza di attenzione sia condivisa dalle istituzioni pubbliche…

MB: Le priorità della ricerca sono spesso dettate solo da interessi privati e molto poco da quelli pubblici. E di nuovo si pone un tema legato al finanziamento del sistema della ricerca, che non può essere lasciato soltanto nelle mani del privato.

Facendo un ragionamento generale anche il sistema economico e finanziario può portare a fare scelte lontane dal bene comune. Mi riferisco ai cosiddetti titoli finanziari legati al verificarsi o meno delle catastrofi e pandemie. È chiaro che quando gli interessi diventano così grandi, il rischio di non fare l’interesse dei cittadini esiste.

Quali principi dovremmo seguire in questo momento di emergenza?

MB: La prima cosa è la massima trasparenza delle scelte, in modo da consentire a tutti di vedere come vengono usate le risorse. La seconda è la segnalazione, anche anonima, da parte di operatori e di tutti i cittadini di eventuali situazioni opache attraverso i canali del whistleblowing che ogni pubblica amministrazione ha attivato in questi anni, o attraverso la denuncia alle forze dell’ordine e ai magistrati. Infine, occorre sempre tenere presente la gestione integrata del rischio. Sinora in tutte le aziende sanitarie i diversi rischi (di tipo clinico, verso i lavoratori, legati alla privacy, all’integrità, strutturali e tecnologici ad esempio) sono stati gestiti in modo troppo separato. E questo crea una minore efficacia delle azioni messe in campo, strumenti spesso non condivisi che potrebbero esserlo, una minore risposta da parte degli operatori che subiscono questo approccio a silos e soprattutto una mancata analisi delle cause comuni dietro questi rischi e delle loro possibili soluzioni.

In generale, questa emergenza ha messo in evidenza i veri valori dei professionisti che ogni giorno mettono a rischio la loro salute e quella dei loro cari per tutelare la nostra. La presenza o assenza di valori rappresenta infatti uno dei principali determinanti di tutti i fenomeni corruttivi. E mostra anche i valori delle organizzazioni in cui gli operatori lavorano, che hanno l’obbligo di fare il possibile per tutelare la salute di chi ogni giorno si mette a disposizione per il bene comune.

Per il bene di tutti speriamo che la Magistratura in questa emergenza debba intervenire il meno possibile. Farebbe veramente male pensare che anche un solo cittadino o un solo operatore possa aver messo a rischio la sua salute, perché abbiamo usato male le risorse o perché qualcuno abbia perseguito interessi privati. Non dobbiamo e non possiamo permettercelo.

Ci auguriamo tutti che questa emergenza rimanga solo una storia sanitaria.

  1. Mackey TK, Kohler JC, Savedoff WD, et al. The disease of corruption: views on how to fight corruption to advance 21 st century global health goals. BMC Medicine 2016;14(1):149.

La foto in alto è di Neil Moralee e si intitola Social distancing. E’ pubblicata in Flickr Creative Commons. La foto nel testo (dello stesso autore) è intitolata The cost of infection. Grazie all’autore!

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Folks with wealth are not affected to the same degree by school closure, work from zoom, and other closures. It's those who are neglected and poor. The 2020s will be a dangerous decade.

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…