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Conflitti: al revisore non interessano

Chi fa la peer review di un articolo scientifico non tiene in particolare conto i conflitti di interesse degli autori. (1) La valutazione della qualità del contenuto, infatti, di solito prescinde dalla conoscenza delle relazioni tra gli autori e le aziende che potrebbero trarre vantaggio dalla pubblicazione.

Non c’è da sorprendersi, perché i risultati dello studio pubblicato dal BMJ fotografano due fallimenti: quello delle modalità dei diversi processi di revisione critica della letteratura scientifica, da una parte, e dall’altra quello dei tentativi di sensibilizzazione riguardo il problema dei conflitti d’interesse che si ripetono da oltre trent’anni.

We need a system wide strategy to record and manage conflicts of interest across healthcare . Carl Heneghan e Margaret McCartney

La peer review viene difesa soprattutto da chi la considera un argine alla moltiplicazione delle pubblicazioni, ma non lo è mai stato e lo sappiamo da anni, almeno da quando Drummond Rennie scriveva così: “There seems to be no study too fragmented, no hypothesis too trivial, no literature citation too biased or too egotistical, no design too warped, no methodology too bungled, no presentation of results too inaccurate, too obscure, and too contradictory, no analysis too self serving, no argument too circular, no conclusions too trifling or too unjustified, and no grammar and syntax too offensive for a paper to end up in print.” (2) Per di più, che la revisione critica agisca da filtro è un argomento che sta perdendo di validità: ancora più di un tempo si pubblica qualsiasi cosa. Basta pagare. Nessuno verrà a chiederti di correggere nulla e anche alcune prestigiose banche dati bibliografiche indicizzeranno il tuo articolo.

La peer review può essere molto rigorosa e severa oppure permissiva: dipende dallo stile o dalla storia della rivista, ma anche dallo spazio a disposizione o dai ricavi che la pubblicazione dell’articolo sotto esame può garantire. L’esito della peer review non dipende quindi dall’autorevolezza della rivista anche perché proprio le riviste più famose sostengono i più alti costi di produzione e devono cercare quei finanziamenti che spesso arrivano da una collaborazione disinvolta tra pubblico e privato e che hanno nella comunicazione scientifica uno dei principali alleati. La qualità della letteratura scientifica è legata all’integrità della ricerca: ma se fosse venuto il momento di arrendersi all’evidenza e ammettere che né la prima, né la seconda interessano a qualcuno? Del resto, il punto di vista prevalente è quello di chi ritiene che senza una medicina industriale l’economia non cresce e poco importa se la collaborazione tra pubblico e privato va quasi sempre a vantaggio del secondo. Gli interessi non sono in conflitto, convergono.

Tutti i sistemi istituzionali che hanno l’obiettivo di aumentare la trasparenza dimostrano quanto sia frequente che i medici ricevano favori o denaro da industrie, scrivono Carl Heneghan e Margaret McCartney in un editoriale che accompagna l’articolo citato in apertura. (3) Ma è altrettanto vero che sono pochissime le persone interessate a consultare queste banche dati: del resto, la cosa più divertente sarebbe andare a vedere chi è così fesso da non aver ricevuto soldi o chi è così bravo da riuscire a non dichiararli. Ancora, con l’aumento delle collaborazioni e dei pagamenti ai professionisti dovremmo arrenderci all’evidenza: è davvero sempre più complicato limitare il coinvolgimento di chi è in una situazione di conflitto di interessi nelle scelte e decisioni rilevanti. (4)

L’unico modo per fare qualche passo avanti è spiegare ai ragazzini – in famiglia e a scuola, dagli scout o alla scuola calcio – che fare i furbi forse conviene, ma dormi male la notte. [chissà, forse non è vero neanche questo…]

  1. John LK, Loewenstein G, Marder A, Callaham ML. Effect of revealing authors’ conflicts of interests in peer review: randomized controlled trial. BMJ 2019;367:I5896.
  2. Rennie D. Guarding the guardians: a conference on editorial peer review. 2nd edn. JAMA 1986:256:2391-2.
  3. Heneghan C, McCartney M. Declaring interests and restoring trust in medicine. BMJ 2019;267:I6236.
  4. Feldman AM, Mann DL. Restoring public trust in scientific research by reducing conflicts of interest. J Clin Investigation 2019;129(10).

La fotografia in alto è di Leticia Roncero ed è intitolata El lapiz rojo. Flickr Creative Commons.

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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardRPM/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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