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Una natalizia spinta gentile ai sospettosi

Ha ragione Marco Bobbio: se pensiamo a vaccinazioni o medicina ayurvedica è facile dividere il mondo in persone intelligenti – da una parte – e cretini – dall’altra. Ma basta cambiare argomento e i gruppi si mischiano. Quindi dobbiamo essere prudenti nel dare giudizi e, se non riusciamo ad accettare tutte le opinioni, almeno le persone e i loro vissuti dobbiamo rispettarli. Questo racconta il più bel libro di scienza che ho letto nel 2019: Sospettosi, di Silvia Bencivelli.

In qualcuno dei gruppi che si mischiano c’è Filippo, il padre casinista che chissà dove avrà messo il certificato di vaccinazione dei figli. C’è Lucia che salta le vaccinazioni consigliate, facendo solo le obbligatorie. Ci sono quelli che a vent’ani si facevano le canne e adesso mangiano solo biologico perché tengono alla salute. C’è Cristina che inganna la nonna facendole prendere un preparato omeopatico invece dell’ansiolitico per proteggerla dai suoi effetti avversi. Ci sono Claudia e Federico che per il loro Luca avrebbero fatto qualsiasi cosa, anche la più implausibile. C’è Ivano, sempre alle prese col suo peso e con le intolleranze vere o presunte. Anche Teresa è nel gruppo dei sospettosi, con la sua dieta “tutta per sé.” C’è Irene, la partoriente in ammollo.

Le storie dei sospettosi si alternano a quelle di tanti amici: di Roberta – medico, giornalista e mamma, di Franco – oncologo, ricercatore che prova a condividere la propria incertezza con quella del malato, di Serena – epidemiologa e ginecologa che ce la mette tutta per contrastare la medicalizzazione della nascita, proteggendo sul serio la donna da ogni rischio inutile. C’è anche Pier Luigi, infettivologo ed epidemiologo cresciuto alla scuola delle parole oneste. Loro fanno ogni giorno la vera prevenzione a proposito di terapie alternative: “far funzionare bene il servizio sanitario nazionale“.

“Vivere in maniera sana, oggettivamente, è un rottura di palle.” Stefano Vella, in Sospettosi

Il libro di Silvia ha tanti pregi ed è un esempio di nudging. Di spinta gentile verso una migliore salute ha parlato un articolo su The Conversation, pochi giorni fa. “Dare una spintarella alla gente non vuol dire ingannarla. Nella maggior parte dei casi, il nudging funziona sollecitando una particolare decisione o sottolineando l’importanza di un certo comportamento. Se sei già predisposto a qualcosa – come mangiare sano – un incentivo indirizza i tuoi meccanismi mentali in quella direzione. I nudge sono un rinforzo, specialmente nei casi in cui i meccanismi decisionali sono in conflitto tra loro.” (2)

Perché funzioni, la spinta gentile deve provenire da gente credibile. Come dice Bencivelli, che sia capace di rinunciare al rigore dei contenuti in favore di una forma efficace. Che sappia parlare per prima, anticipando i dubbi. Che eviti di dire falsità. Che abbia l’accortezza di rispettare l’interlocutore e i suoi sentimeni. Preparandosi a ripetere infinte volte, ad avere pazienza. Che sia simpatica, aggiungerei, al punto di dire che di fronte all’intransigenza ecologista di qualche amica commenti così, alla toscana: “Se mi propongono un vino biodinamico ordino con decisione quello più ricco di solfiti di tutta la carta.”

“Non biasimare migliora la fiducia e permette il dialogo.” Del resto, mandare la gente a quel paese è solo l’illusione di una scorciatoia. Beninteso, “il nudging non può indurre le persone a fare qualcosa che non vogliono fare, anche se a volte il desiderio è inconscio e in agguato sullo sfondo. Li incoraggia solo a seguire una decisione o un comportamento che può essere attualmente messo in ombra da altri fattori. È quando le persone credono consapevolmente che la decisione o il comportamento è vantaggio, sia che si tratti di mangiare sano, acquistare prodotti ecologicamente responsabili o risparmiare per la pensione, che la spinta gentile funziona meglio.”

A Natale, regalando Sospettosi facciamo un regalo anche a noi. Diffonderlo è una legittima difesa di comunità, contributo alla costruzione di una sorta di immunità di gruppo dall’arroganza.

  1. Bencivelli S. Sospettosi. Torino: Einaudi, 2019.
  2. Rosa JA. The Conversation. 2019; 18 dicembre.
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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…