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La sfida dell’Aifa

Revisione del prontuario. Impulso al ricorso ai farmaci equivalenti e liste di trasparenza. Promozione dell’utilizzo di biosimilari. Riaffermazione dell’importanza  dei registri ma necessità di un alleggerimento del carico di lavoro per i professionisti che li implementano. Rapporti con le Regioni per un uso intelligente e condiviso dei dati OSMED. Sostegno alla ricerca indipendente. Attenzione ai conflitti di interesse e all’attività di horizon scanning. Maggiore cautela nella valutazione dell’innovazione. Payback semplificato. Collaborazione più stretta tra le commissioni Aifa. “Governo” dei comitati etici al di fuori dell’Agenzia. Il documento di indirizzo per la governance farmaceutica presentato il 10 dicembre 2018 al Ministero della salute testimonia uno sguardo aperto sull’insieme delle questioni che agitano non solo la “farmaceutica” ma più in generale la sanità italiana. Tanti fronti aperti (troppi?) che davvero chiedono di essere affrontati in modo organico, possibilmente cercando di ottenere risultati “misurabili” e in tempi certi.

Una riorganizzazione significa far arrivare le cure che servono, anche le più costose e innovative, a chiunque ne abbia bisogno. Giulia Grillo

Le reazioni sono state prevedibili: quello che per il ministro Giulia Grillo è “maggiore appropriatezza” è “ricerca di risparmi” per il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. Un documento politico, sostiene, e privo di basi scientifiche nel momento in cui raccomanda uguaglianza di prezzo per farmaci terapeuticamente equivalenti o sollecita il ricorso a farmaci “dal nome generico” o ai biosimilari.

Il filo rosso che collega diversi dei temi considerati è l’informazione. All’orizzonte c’è un’Agenzia che vorrebbe dialogare con i professionisti sanitari, informandoli e tornando a contribuire alla loro formazione. Un’Agenzia che annuncia un maggior controllo sull’informazione prodotta dalle aziende farmaceutiche. Ma anche un’istituzione che vuole farsi conoscere: “Nessun cittadino italiano, di fatto, sa cos’è e cosa fa l’Aifa”, ha detto Li Bassi nel pomeriggio intervenendo a un convegno all’Istituto superiore di sanità. “Sono convinto che gli obiettivi esposti in questo documento possano essere raggiunti”, ha spiegato il direttore dell’Agenzia, “perché sento il sostegno convinto della Ministra.” Parole di stima anche per le persone che sono state invitate a far parte delle due Commissioni  – CTS e CPR – che sembrano destinate a svolgere una funzione più importante che in passato e che più direttamente potrebbero essere coinvolte in scelte strategiche. Il ruolo degli “esperti” che sosterranno il nuovo corso dell’Agenzia è fondamentale anche per costruire una cosa essenziale: una rete fatta di reciproca conoscenza e stima tra la direzione – inevitabilmente poco conosciuta dalla comunità scientifica italiana – e i clinici, i farmacisti e i decisori sanitari.

Perché solo con un appoggio culturale oltre che politico è possibile vincere certe sfide.

 

La fotografia in alto è di Jessica C. Thwaite. Senza titolo. Flickr Creative Commons.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…