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Medico, paziente e la cultura del sospetto

Abbiamo a portata di mano un telefono che permette di fare mille cose, compreso registrare una conversazione: niente di più facile, dunque, di tenerlo acceso in tasca così da tornare a casa avendo memorizzato tutto ciò che il medico ci ha detto. Potrebbe essere una buona occasione per migliorare la nostra salute, ma molti medici lo considerano un oltraggio anche perché gran parte dei pazienti sfrutta questa opportunità solo come base per azioni legali nei confronti dei clinici.

“Dottore, le dispiace se registro?” Questa sarebbe la prima domanda da fare ma raramente è così: il colloquio tra medico e paziente viene rubato. “Perlopiù, vengo informato successivamente di registrazioni fatte dal malato o da suoi familiari a mia insaputa – ha scritto Deep Ramachandran sul blog KevinMD – Gli smartphone permettono di registrare di nascosto con grande facilità, basta spingere un bottone e poggiare il telefono su un tavolo dell’ospedale per catturare una conversazione o un video. Quando ci accorgiamo dell’accaduto proviamo un misto di rabbia e di disgusto”. [1]

If a physician suspects that a conversation is being recorded, that physician could handle the situation in several different ways that could benefit all parties. JAMA

La questione è tornata a discuterla il JAMA con una Viewpoint [2] che domanda: “Why would a physician be upset about a patient secretly recording a conversation with them?” A dire il vero, i rischi delle registrazioni esistono:

  1. i pazienti o i familiari in disaccordo con le raccomandazioni del medico o che nutrono perplessità su quanto è stato loro detto possono facilmente decontestualizzare le parole dei curanti alterandone il senso o disseminandole sui social media in maniera pretestuosa;
  2. le conversazioni possono essere registrate segretamente proprio con l’obiettivo di raccogliere prove di un operato errato o negligente da parte dello staff sanitario.

Un medico blogger molto seguito – che scrive con lo pseudonimo di Skeptical Scalpel – ha commentato l’articolo del JAMA sottolineando solo i rischi: “If a patient is secretly recording a conversation, the relationship between him and the doctor is already in serious trouble. What I would do is to tell that patient to find another doctor.” Aggiungendo che se un paziente chiedesse di registrare una conversazione, il permesso sarebbe accordato solo se anche il medico potesse fare lo stesso. [3]

Ma se fossero maggiori i vantaggi?

  1. Registrare un colloquio può essere utile per il malato: non sempre ciò che viene detto al letto del paziente è chiaramente comprensibile, sia per le condizioni ambientali (basti pensare che in ospedale è necessario parlare a bassa voce) sia per la situazione psicologica del paziente o per le comprensibili difficoltà vissute dal medico.
  2. La registrazione può migliorare l’aderenza del malato alle prescrizioni o alle raccomandazioni del medico e il suo coinvolgimento personale nella compliance alla terapia.
  3. Pazienti e familiari possono riascoltare i colloqui con il medico o gli infermieri in un momento di minore difficoltà o in un ambiente meno stressante rispetto alla corsia di un ospedale.

Al Cullman Regional Medical Center (CRMC), in Alabama, la registrazione dei colloqui è diventata un elemento importante per migliorare la qualità del rapporto tra l’utente e l’ospedale: “We want to make absolutely sure our patients are good to go at discharge and feel comfortable with their care plan when they return home,” sostiene Cheryl Bailey, chief nursing officer e vice president dell’area Servizi di assistenza al malato. Per migliorare la comprensione da parte del paziente delle raccomandazioni date dal personale, il CRMC utilizza la app Good to Go per registrare l’audio dei colloqui di dimissione così come per archiviare documenti, video e immagini utili al malato una volta rientrato a casa. “After hospital discharge, patients can listen to or review their personal care instructions anytime using any phone, mobile device, or computer to clarify follow-up appointments, medication information and more. Family members and other caregivers can also access the recorded instructions using the patient’s unique ID number and login information.”

Il problema non è nel registrare o meno ma nella difficoltà di essere medici e malati in un ambiente governato dalla cultura del sospetto. Proprio mentre si discute di registrazioni rubate, sta facendo il giro del mondo la fotografia di un medico di un ospedale californiano: avendo perso un paziente di 19 anni, è uscito dall’ospedale accasciandosi vicino al muro del parcheggio.

La foto sgranata scattata dal collega vale ben di più di tutti questi articoli.

 

Riferimenti

1. Ramachandran D. When patients secretely record their doctor visits. In: KevinMD, May 5th 2014. http://www.kevinmd.com/blog/2014/05/patients-secretly-record-doctor-visits.html

2. Rodriguez M, Morron J, Seifi A. Ethical implications of patients and families secretely recording conversations with physicians. JAMA 2015; published online March 12.  http://goo.gl/h0vEYN

3. Patients vs doctors. In: Skeptical Scalpel 2015; published March 19th, 2015. http://skepticalscalpel.blogspot.it/2015/03/patients-vs-doctors.html

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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