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Non ci godiamo le vacanze

Può sembrare strano parlarne a novembre, ma è proprio in autunno che capita più spesso di fare i bilanci dell’anno, e non solo. Alla gente piacciono la vacanze?

Se lo è chiesto Richard Smith, che da quando non è più direttore del BMJ trascorre gran parte del proprio tempo in giro per il mondo, impegnato soprattutto nello svolgimento di conferenze sul controllo e la gestione delle malattie croniche, argomento che da tempo è tra i suoi principali interessi professionali. “Non credo che la gente si goda le proprie vacanze e sono giunto a questa conclusione dopo aver passato tre giorni carcerato in un albergo in Tunisia.”

C’erano più di 500 ospiti in quell’hotel, spiega Smith nel suo blog, per lo più europei: tedeschi, italiani, francesi e qualche inglese. Di tutte le età ma la gran parte obesa. Chiusi in un albergo “all inclusive”: dal breakfast alla cena fino, per chi pagava le tariffe più alte, ai superalcolici con cui si chiudeva la giornata. Tutti in fila per cibi disgustosi: enormi scodelle di couscous (“abbastanza grandi per poterci nuotare dentro”) e scadente cucina internazionale. Dieci metri di fila al caffè, tutti con lo sguardo di chi si sale all’alba sulla metropolitana londinese. Stesso umore sulla spiaggia, ad osservare la linea dell’infinito verso il mare. Donne in bikini unte di crema e uomini in calze e sandali con i bermuda macchiati di ketchup.

Dimenticati le vacanze. Richard Smith

“Dimenticati le vacanze” è la conclusione di Smith. O, meglio: progetta una pausa dal lavoro che ti porti a fare lunghissime camminate, per arrivare stanchi alla sera con una buona cena ed una birra che ti conduca alla notte. Ma per una persona intelligente come l’autore del post, la conclusione non può che essere un’altra: è il lavoro che dovrebbe essere più divertente del divertimento. Certo, più facile a dire che a farsi, perché è una benedizione che capita a pochi.

Per esempio, ricorda Smith, a Lucien Freud, che dipingeva ancora il giorno della propria morte.

 

La fotografia in alto: Tom Wood, Mirror Mersey, 1989

 

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…