Press enter to see results or esc to cancel.

Si può ancora parlare di vaccinazioni?

Vaccino antinfluenzale: come nel caso degli antivirali contro l’influenza, è un fallimento completo. Dice Tom Jefferson in un’intervista al Fatto quotidiano: “è un fallimento multisistemico”. Agenzie regolatorie, industria, clinici, media, tutti hanno contribuito a spendere milioni di euro inutilmente e, forse, mettendo a rischio la salute delle persone.

Ascoltare l’intervista serve per farsi un’idea personale, utile alla lettura di queste righe.

“La ricostruzione di Tom Jefferson – commenta Salvo Fedele, pediatra – è una sequenza impressionante di imprecisioni tutta finalizzata alla lettura dei fatti attraverso un pregiudizio: l’OMS in combutta con i governi inventa le pandemie per far guadagnare l’industria dei farmaci. Non si può ragionare su queste basi. TJ non dovrebbe farlo. L’interpretazione del mondo ha bisogno di ipotesi, ma non ti puoi innamorare delle tue tesi fino a questo punto. Tanto da negare l’esistenza di fenomeni biologici di questa portata. Tanto da negare quello che è successo in Italia in quel periodo (stampa, esperti, politici tutti schierati contro l’OMS). Tanto da negare la necessità che anche i contratti che l’industria può proporre alle nazioni per combattere il pericolo di una pandemia debbono per forza di cose essere diversi.”

Salvo tocca una questione complessa ma, a mio parere, Tom (qui accanto) sembra prudente nelle risposte: la frequentazione delle commissioni di inchiesta della Unione europea e i suggerimenti dei legali del BMJ hanno temperato la sua irruenza alto-maremmana. Sui conflitti di interesse della WHO c’è ampia letteratura  e sull’argomento si sono espresse personalità autorevoli con commenti anche molto espliciti, come nel caso di Fiona Godlee, direttore del BMJ.  La cosa che più colpisce – ed è uno dei punti più importanti nell’intervista a Jefferson – è che le strategie vaccinali contro l’influenza sono di dimostrata scarsa efficacia ma i governi e le società scientifiche continuano a raccomandarli. Ecco una panoramica dei risultati delle revisioni sistematiche della Cochrane Collaboration sull’argomento.

Salvo Fedele non ne è convinto: “Tutta la storia della medicina di comunità si può leggere se si vuole come un colossale conflitto di interesse. Non nego l’esistenza di conflitti di interesse nella medicina moderna, fin dai suoi primi sviluppi. Anzi è la piaga più importante da combattere e denunciare a tutti i livelli. Quel che trovo molto scorretto nel ragionamento di TJ è la negazione dell’esistenza di ceppi pandemici o potenzialmente taliIl virus influenzale ha una documentata ciclicità che ha evidenze storiche e biologiche. Per ragioni ancora più fondate di quelle che hanno determinato in TJ la necessità di un’analisi critica delle conclusioni delle passate metanalisi sul Tamiflu, le revisione sistematiche che mostrano la debolezza (non l’inefficacia) del vaccino antifluenzale nelle strategie preventive delle comuni stagioni vaccinali non possono essere considerate un riferimento per arrivare a conclusioni sulla inopportunità di attente campagne vaccinali in corso di pandemie o di virus potenzialmente pandemici. Prima di arrivare a conclusioni di inefficacia delle campagne vaccinali in corso di virus pandemici o potenzialmente tali, esperti del calibro di TJ dovrebbero pretendere dai governi (e prima di tutto da quello italiano) dati credibili sui ricoveri nelle terapie intensive del nostro paese e la mortalità reale registrata nel nostro paese nei soggetti più a rischio (a cominciare dai bambini) proprio durante la stagione del 2009/2010. In letteratura sono stati pubblicati dati molto pesanti su questo aspetto ma di questo nel nostro paese si continua a non discutere. I conflitti di interesse sono presenti a tutti i livelli e in tutte le stagioni. Ma in periodi di crisi economica gli esperti tendono più spesso a negare l’esistenza di priorità di salute al di fuori del loro stretto campo di interesse. Per dirla tutta solo così si può spiegare “l’uniformità di vedute” anti-OMS di tutti gli esperti italiani di questi ultimi anni.  La straordinaria capacità di leggere solo “quei conflitti di interesse” in un paese che è tutto un conflitto di interesse.”

There is insufficient evidence to decide whether routine vaccination to prevent influenza in healthy adults is effective. Influenza vaccination did not affect the number of people needing to go to hospital or to take time off work” Tom Jefferson et al. Cochrane.org 2014

Sono convinto che l’attività di ricerca di Tom sia del tutto finalizzata alla crescita e al miglioramento della qualità della medicina di comunità e delle strategie di salute pubblica. Due cose ancora. Primo, un conto è osservare con occhio critico e “dati alla mano” la tendenza sistematica a creare i falsi allarmi utili alla cosiddetta “epidemics of fear” (consiglio il libro False alarm, che nel 2005 ha vinto il premio come miglior libro di scienza); altro è negare il rischio di possibili pandemie virali, tesi che Jefferson non ha mai sostenuto. Secondo, non mi sembra che in Italia come all’estero ci sia stato un allineamento degli “esperti” alle posizioni critiche nei confronti della WHO. Anzi, mi pare proprio che non ci siano stati voci di dissenso, né dalle società scientifiche né dalle istituzioni.

“Spero di sbagliarmi – scrive allora Salvo Fedele – ma questo è il messaggio più forte che viene fuori dalla sua intervista: le pandemie sono una invenzione frutto dell’interesse di parte. Lo stesso messaggio venuto fuori dai media, dagli esperti e dai politici italiani in questi anni.”

Forse dovremmo intenderci sul concetto di “pandemia“. Fino ad ora non c’è stata “pandemia” a meno di non voler accettare la sospetta dichiarazione della WHO. Le pandemie possono/potranno verificarsi ma difficilmente possono essere controllate con strategie vaccinali (troppo poco tempo per isolare il virus, produrre il vaccino, testarlo/somministrarlo) mentre più incoraggiante è la possibilità di arginarle con radicali misure costrittive di sanità pubblica (vedi revisione proprio di TJ). Comunque non è che criticando “un” tipo di vaccino si mina la sanità pubblica. Anzi: la salute di comunità si può proteggere talvolta meglio con provvedimenti comportamentali.

Salvo Fedele: “Ok mi basta avere sollevato qualche dubbio. Non condivido però le tue conclusioni (non c’è stata pandemia) se con questo si intende dire che il virus del 2009/2010 era un normale virus stagionale: 
– il differente target di soggetti a rischio di gravi complicanze da solo è già una caratteristica di diversità biologica. 
– Se a questo aggiungiamo il numero di complicanze polmonari e le caratteristiche di queste complicanze
– Se a questo aggiungiamo il numero di ricoveri nei soggetti tradizionalmente non appartenenti alle fasce a rischio in unità di terapie intensive registrato su scala globale ne abbiamo già abbastanza per smentire la teoria del “complotto”.

Trovo forti responsabilità all’origine del clima anti-vaccini che respiriamo in questi giorni. Salvo Fedele

Non intendevo dire che non è legittimo criticare un vaccino. Non ho detto che se si fa questo si mina la sanità pubblica. Anzi aggiungo che proprio per l’influenza condivido perfettamente l’inopportunità di vaccinare bambini sani durante normali stagioni influenzali. Condivido l’idea che ci sono molte cose criticabili e dubbie nelle proposte vaccinali e che tutto deve essere costantemente vagliato e messo in discussione, ovviamente a partire dai fatti e non negando la loro esistenza. Ma se nelle mie parole hai letto che in campagne come quelle sul “complotto OMS sulla pandemia” trovo forti responsabilità all’origine del clima anti-vaccini che respiriamo in questi giorni non posso smentirti. Nessuno può mettere in dubbio l’importanza delle misure comportamentali per arginare una pandemia in attesa del vaccino ma negare che una pandemia potrebbe avere bisogno di un vaccino è una teoria bizzarra e che soffre di forti pregiudizi privi di fondamenti scientifici. Ancor più sbagliato dedurre queste conclusioni da revisioni sistematiche fatte in normali stagioni di epidemie influenzali. Inoltre con tutti i difetti che si vogliono vedere è indubbio che i tempi di preparazione del vaccino da parte dell’industria proprio nella stagione 2009/2010 sono stati straordinariamente veloci rispetto alle attese.  Il mondo è complesso e bisogna diffidare delle certezze, la verità è una lenta conquista, forse solo una tensione ideale.

Le preoccupazioni di Salvo sono probabilmente fondate: molti dei risultati delle revisioni sistematiche del gruppo della Cochrane Collaboration che negli ultimi dieci anni si è dedicato allo studio della prevenzione e del trattamento dell’influenza siano utilizzati da movimenti politici e “culturali” anti-scientifici.

Se si raccomandano vaccinazioni, chi lavora nella comunicazione riceve centinaia di note di protesta dai movimenti antivaccinali. Ma come esprimere riserve sull’efficacia di “un” vaccino senza rischiare di essere considerati complici dei crociati anti-profilassi?

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Corruption in healthcare - we need care based on solidarity, not on charity because greed. We need careful and kind care for all. ⁦This is #WhyWeRevolt @patientrevpatientrevolution.org/revolt nytimes.com/2020/11/27/opi…

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…