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Eiaculazione: può aspettare un minutino?

Si sa: Italians do it better. Proprio perché si sa, l’espressione delle due ragazze nordiche appena scese da un Inter-rail  era doppiamente meravigliata.

Eiaculazione TerminiPiù che un cartellone pubblicitario, la pubblicità alla stazione Termini di Roma era un’ammissione di debolezza di venti metri di base. Eiaculazione precoce: parlane col tuo medico. Come a dire: inutile che facciate finta di niente, andate tutti troppo in fretta (tranne i treni). Del resto, siamo sempre di corsa: rispetto ai nostri nonni, dormiamo tra le 6 e le 7 ore invece di 9; un pasto su tre si fa camminando; un sondaggio diffuso ad arte qualche settimana fa dice che la “durata” media dell’uomo italiano durante un rapporto sessuale è di due minuti (Italians do it better? Il gelato o il calcio, forse). Si tratta di prolungare l’Intravaginal Ejaculatory Latency Time (IELT): sotto i due minuti è fallo. Pardon: è patologico. Basta poco e da impaziente diventi paziente.
Fortuna che c’è l’arma segreta: nel caso specifico dell’eiaculazione precoce, un SSRI riciclato a ritardante dell’orgasmo maschile. Il principale studio di fase III presentato per l’autorizzazione al commercio riporta i risultati di una rassegna che sostiene l’aumento dello IELT da 2 a 3-3,5 minuti nel gruppo che ha assunto dapoxetina rispetto al placebo. La rivista – Therapeutic Advances in Urology – non ha impact factor ed è appena nata. Il sito dove gli impazienti sono invitati a trovare informazioni è www.benesserecoppia.it: a leggerlo, contro la fretta non funziona niente tranne la medicina dell’industria sponsor.

Per l’imbarazzo, anonimi gli utenti ma anche gli autori dei contenuti.

 

Nota: questo commento nasce da una segnalazione di Massimo Brunetti (grazie Massimo) ed è stato pubblicato sulla rivista Ricerca & Pratica – nel numero di dicembre 2013 – nella rubrica “Mai più senza”. [www.ricercaepratica.it]

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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