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Medicina della precisione: sogno o incubo?

Il cellulare salverà la sanità? Secondo Eric Topol certamente. C’è bisogno di vie d’uscita distruttive, va dicendo da qualche anno, e lo smartphone si candida ad esserlo.

gulliver-2Strumento di sorveglianza per il malato cronico che causa il 90 per cento dei costi della sanità statunitense. Mezzo per fronteggiare le urgenze di minore gravità ma che pesano comunque molto sull’attività della medicina d’urgenza e dei pronto soccorso americani e non solo. Smartphone capaci oggi di monitorare glicemia, pressione, temperatura. Domani anche ritmo cardiaco e funzionalità respiratoria. Tutto inviato sistematicamente al medico curante. Oppure, alle estreme consuguenze, tenuto sott’occhio da algoritmi capaci di interpretare i dati personali sulla base delle esperienze raccolte dalla medicina di popolazione. Quella prevista e auspicata da Topol e dai coautori di un “Viewpoint” uscito sul JAMA il 24 ottobre 2013 sarebbe una “precision medicine” per esercitare la quale ci sarebbe bisogno di poca formazione e di conoscenze non eccessivamente estese (tanto ci pensa l’algoritmo).

Lo scenario che si augura Topol sembra essere fatto da una medicina costituita da un insieme di singoli atti gestiti dal “consumatore” e i cui esiti dovrebbero essere garantiti dalla efficacia ma ancor più dall’efficienza della tecnologia. Si tratta di “atti” che da gestiti rischiano di trasformarsi in subiti da persone immerse in quello che è stato definito “l’internet delle cose collegato a dispositivi mobili”, in cui qualsiasi decisione è presa attraverso la comunicazione tra oggetti: il termometro comunica con la tachipirina, la bilancia con la cyclette.

Ma davvero non ci sono limiti ai sogni degli innovatori, si chiede Nicholas Carr?

Non è chiaro se questa distruzione creativa dell’assistenza sanitaria sia considerata un obiettivo da raggiungere o una meta inevitabile. Bontà sua, Topol ammette la necessità di disporre di evidenze che scaturiscano da studi clinici.

Come dire: prima decidiamo dove andare e poi valutiamo se ci conveniva davvero andarci.

 

 

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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardRPM/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…