Press enter to see results or esc to cancel.

La biblioteca più comoda è in tasca

Oltre 3 mila metri quadrati: le dimensioni della biblioteca di Birmingham, appena inaugurata, la rendono forse la più spaziosa del mondo. Raccoglie, all’ottobre 2013, più di 2 milioni e 750 mila volumi.

Birmingham Library bisSono invece circa 1.400  i libri che possiamo archiviare in un Kindle, anche se – come nel caso degli scaffali di una biblioteca – dipende ovviamente dalla loro grandezza. La biblioteca davvero infinita, però, è l’aggeggio che chiunque di noi tiene in tasca: lo smartphone che ci permette di accedere a tutte le risorse che siamo autorizzati a sfogliare. Ecco una prima domanda: il modo col quale usiamo una biblioteca ne condiziona – e in che misura e con quali urgenze – la forma o il cambiamento?  Henrik Berggren – creatore di Readmill, una app per leggere libri col telefono – sembra certo della direzione in cui si muove il futuro. Ecco la sua risposta: “Lo smartphone può essere incredibilmente distraente ma, se dal punto di vista grafico si riesce a progettare la giusta esperienza di lettura, puoi finire col leggere ovunque e in qualunque momento. Per tornare a casa la sera, sul treno pieno come un uovo, il tragitto è lungo e c’è spesso ritardo. Dopo dieci minuti, ho già letto da cima a fondo il giornale della sera e il treno è ancora fermo. Prendo il mio iPhone e apro Il Maestro e Margherita: eccomi immerso nell’incredibile mondo della Russia dimenticata ed essere incollato ai binari non è poi così male. Forse il futuro della lettura non è così spaventoso, dopotutto.”

“Alla fin della fiera, credo davvero che la comodità sia tutto. Il miglior e-reader è quello che hai con te tutto il tempo e il telefono è lo strumento di lettura digitale per un sacco di gente nel mondo”. Henrik Beggren

pocket-iphone-jeans-650x0Il treno di Berggren ci porta dunque ad una seconda domanda: se la comodità è un elemento così decisivo, quale tipo di biblioteca costituisce il più pratico punto di accesso all’informazione? Gran parte dei medici, infermieri e farmacisti risponderebbe a questa domanda dicendo “la biblioteca che mi fa risparmiare tempo” (Davies, 2007; Cook, 2013). La loro – e la nostra – è una battaglia contro l’orologio: dormiamo in media due ore in meno dei nostri nonni; un terzo dei pasti lo consumiamo senza sederci e gli spostamenti ci costano 17 minuti più di 20 anni fa (ISTAT. Cambiamenti nei tempi di vita e attività del tempo libero 2008-2009. Dicembre 2011). Soffocati dai dati, sempre più distanti dalle conoscenze, viviamo col miraggio di risparmiare tempo. Persino le biblioteche di acciaio e vetro cercano di andare incontro ai lettori garantendo meno tempi morti: è il caso, per esempio, della James Hunt Library della North Carolina University che ha inaugurato il bookBot, un sistema automatico di consegna dei libri che, oltre a conservare due milioni di volumi in un nono dello spazio tradizionalmente necessario, porta il libro nelle mani del richiedente nel giro di pochissimi minuti lungo la Robot Alley.

Ma sono gli strumenti elettronici che perseguono con maggiore determinazione l’obiettivo di facilitare le ricerche da parte dell’utente anche meno preparato. “It’s on my iPhone” è la consapevolezza rassicurante di un numero sempre maggiore di medici e farmacisti che sentono di avere tutto – o quasi – a portata di mano. Soprattutto strumenti utili at-the-point-of-care come i prodotti della Epocrates, ma non solo: accesso alle cartelle cliniche e alle riviste scientifiche, possibilità di consultare siti quali Medscape, manuali di medicina o sistemi di supporto alle decisioni come UpToDate (vedi l’articolo di Sclafani et al.).

Tutto sta a vedere se la maggiore comodità per il medico coincide con la maggiore sicurezza per il malato.

Comments

1 Comment

Di quale biblioteca possiamo fidarci? | dottprof.com

[…] spending review europee o dalla sequestration statunitense: i 225 milioni di euro di spesa per la biblioteca di Birmingham sono una rarità e gli annunci apparsi sulle homepage di siti governativi come PubMed sono un grave […]


Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Cosa stiamo imparando da #COVID19? Nei prossimi giorni uscirà l'intervista a @MedBunker su cosa dovrebbe cambiare nella comunicazione scientifica. Qui una piccola anticipazione. @dottoremaevero @RobiVil @lucadf pic.twitter.com/eW1NUdhqvk

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…