Press enter to see results or esc to cancel.

Bret Easton Ellis e la ricerca dell’essenziale

Una nuova app per leggere libri: Readmill. La scommessa del fondatore di questa start-up – Henrik Berggren – è che già oggi chi legge un e-book lo fa usando il proprio smartphone. Quindi, il problema non è chi – tra Kindle o iPad – vincerà la partita: la questione è un’altra. Quale?

Il futuro degli e-book dipende dall’interattività che sarà concessa a tutti noi che potremo leggerli. Il vantaggio è sì, nella portabilità del dispositivo, ma soprattutto nella possibilità di scambiare opinioni, confrontare le sottolineature, condividere recensioni e stroncature. Non è detto che Berggren abbia ragione (del resto, di questi tempi chi riesce a prevedere cosa accadrà domani?) ma una cosa importante la sappiamo: il telefono serve sì per telefonare, ma forse ancora di più per leggere.

Even taking into account screen size, smartphone users read more often, they finish more books in general, they start more books, they share more quotes, and they write more comments,” sostiene Berggren.

ReadmillMichael Grothaus ha intervistato Berggren e sembra essere stato sedotto dai suoi argomenti: “At the end of the day, I really think that convenience is the winner. I really think that the best e-reader is the e-reader that you have with you all the time–and that e-reader is the phone for a lot of people in the world.” La conclusione del suo articolo è una resa:  “The smartphone can be incredibly distracting, but if you design the right reading experience for it, you can embrace reading virtually anywhere and at any moment. On my way home on the packed train that evening, the ride is long and there’s a delay on the tracks. After 10 minutes, I’ve already read the evening’s free newspaper from cover to cover, and there’s still no sign of movement from the train. So I take out my iPhone and open up a copy of The Master and Margarita. And as I’m whisked off to the incredible world of a long-forgotten Russia, suddenly being stuck on the tracks isn’t that bad. Maybe the future of reading isn’t so scary after all.”

D’accordo, lui si apre la copia del Maestro e Margherita: ma siamo sicuri che Bulgakov avrebbe scritto nella stessa maniera sapendo di esser letto in un autobus su uno schermo come quello dell’iPhone?

brett-easton-ellisProbabilmente no e può darsi che avrebbe spezzato la storia in una serie di brevi episodi godibili nel tempo di un viaggio in metropolitana. Anche perché la frequentazione dei social media sta modificando il modo col quale ci accostiamo al testo scritto. In un’intervista uscita su La Lettura, supplemento del Corriere della Sera, Bret Easton Ellis confessa che “più che il mio modo di scrivere, Twitter e Facebook hanno modificato quello di leggere, abbassando drasticamente la mia capacità di concentrazione: se ieri ero in grado di divorare cento pagine di un romanzo in una sera, adesso fatico ad arrivare a venti”. E prosegue: “E sono anche più esigente per quanto riguarda la forma di ciò che leggo. Di un libro non mi interessa più la trama, mi concentro sulla prosa, che deve essere intensa ed essenziale, come la poesia”.

Convenience is the winner: Vince la cosa più comoda. La sintesi è la cosa più comoda e, quindi, è la cosa che vince.

 

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardrpm/sta…

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…