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Il conflitto di interessi si può eliminare

Perfect-Balance“Il conflitto di interessi non si può eliminare: bisogna fare in modo che venga contenuto e che non provochi danni”. Una intervista interessante a Marco Bobbio su Va’ Pensiero somiglia a una resa: i conflitti sono ineliminabili, le linee-guida devono essere scritte dagli opinion leader (e non da specializzandi, precisa il cardiologo torinese) e le disclosure dei “competing interests” pubblicate sulle riviste tanto vale abolirle.

Il punto di vista di Bobbio è comprensibile: è il realismo di chi sa che gli interessi economici che influenzano le decisioni dei clinici e dei ricercatori sono talmente radicati nel sistema sanitario che immaginare di eliminarli sembra impossibile. I conflitti di interesse popolano la sanità da quando il mercato ha fatto il suo ingresso nell’assistenza sanitaria; ribellarsi è ancora possibile, però. “Una volta che vediamo che i mercati ed il commercio cambiano il carattere dei beni che toccano, dobbiamo chiederci dov’è il loro posto”, scrive Michael Sandel nel suo libro più recente. “Temendo il dissenso, esitiamo a portare le nostre convinzioni morali e spirituali sulla pubblica piazza. Ma arretrare di fronte a questi interrogativi non li lascia irrisolti. Comporta semplicemente che i mercati li risolveranno al posto nostro”.

Putting business strategies on a high pedestal encouraged many in medicine to ignore a long-held principle that the patient comes first, and a permissive attitude outside of medicine toward financial conflicts of interest, undoubtedly led many to think that such arrangements were also acceptable inside the walls of health care.”

Jerome Kassirer, 2005

Docente di conflict_of_interest_600Filosofia politica ad Harvard, Sandel invita a non arretrare, a non rinunciare a lavorare per una società diversa e una “migliore” democrazia. Il conflitto di interessi si può eliminare riducendo gli “interessi” a quelli delle persone sane e malate che chiedono – come dice il manifesto della Slow Medicine – una medicina rispettosa, giusta e sobria. Tra “Quello che i soldi non possono comprare” (è il titolo del libro di Sandel) c’è la salute: è una scelta di campo netta, un “prendere o lasciare”.

Le parole di Kassirer, già direttore del New England Journal of Medicine, messo da parte dalla rivista per le sue posizioni scomode per l’establishment sanitario statunitense, sono di un’attualità preoccupante.

Sobria è la parola chiave: una sanità alleggerita dalle prestazioni inutili (spesso le più costose) non solo è più sostenibile ma è anche molto, molto meno vulnerabile dagli interessi economici.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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