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Proust o Serra sullo smartphone?

Padroni di detestarlo, ma quello smartphone in tasca sta cambiando noi insieme al mondo.

Una ricerca del Pew Internet Center mostra che su cento persone che leggono un e-book, 41 lo fanno sl cellulare. Quasi il doppio di chi si è accattato un e-reader (23 per cento) e molti di più di chi lo legge sul tablet (16 per cento). La ragione? Lo smartphone è sempre con noi e la lettura non è più un’attività programmata: leggiamo quattro pagine in treno tra Roma e Settebagni e qualcuna in più se il dentista ci fa aspettare. Si chiama “lettura interstiziale“: prendere o lasciare.

Qualche mes53% of Chicagoanse fa, un articolo sul New York Times sosteneva che Il successo delle short stories fosse dovuto proprio a queste nuove abitudini dettate dall’uso dei nuovi device. “Amazon, for instance, created its Kindle Singles program in 2011 for publishing short fiction and nonfiction brief enough to be read in under two hours.” E (sopra)vissero tutti felici e contenti: Amazon e gli autori, a cui abitualmente va il 70 per cento dei ricavi dalle vendite dei loro racconti venduti in rete… Insomma, “stories are models of concision, can be read in one sitting, and are infinitely downloadable and easily consumed on screens.” Racconti brevi come modello di sintesi e per questo più apprezzati? Forse. Sta di fatto – ha obiettato qualcuno – che leggere sul cellulare una pagina di Proust o di un racconto uscito su McSweeney non fa poi una gran differenza.

Diverso è il caso di chi riesce a lasciare il segno nello spazio di una videata: Michele Serra, Annamaria Testa, Massimo Gramellini o Erri De Luca. Sono alcuni di quelli tra i più capaci ad occupare gli interstizi del nostro tempo lottizzato. I più amati non tanto per la loro brevità quanto per la leggerezza. E qui sta il punto: “leggerezza” non di senso ma di “peso” del documento.

Consumiamo contenuti per condividerli: più leggiamo/ascoltiamo/guardiamo più riusciamo a segnalare aspetti di noi utili a ridefinire, strada facendo, le nostre identità.

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Luca De Fiore

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