Press enter to see results or esc to cancel.

La persona competente vede i rischi della tecnologia

“Le passeger qui, pour la premier fois, s’élève dans l’air, va d’étonnement en étonnement. Sa vision du mond est toute bouleversée. C’ést, en effet, la vision verticale qui, soudain, se substitue à la vision horizontale ò laquelle il était toujours habitué. Aussi, le voyager aérien est il parfois complètement perdu en l’air. C’ést toute une éducation de l’oeil qui est à faire”.

Aliante_Flickr_5613531080_be603b2c8bQuesta frase è citata da Daniele Del Giudice nel libro In questa luce ed è ripresa dalla Guide des voyages aériens Paris-Londres, stampata a Parigi nel 1921. Come dice Del Giudice, è un flash sul “savoir du pilote”, una sapienza preziosa tornata in mente leggendo un editoriale di Enrico Coiera sul Journal of the American Medical Information Association, The dangerous decade.

Nel rapporto tra Information and Communication Technology e sicurezza della persona malata c’è un paradosso, sostiene il direttore del Centre for Health Informatics dell’Australian Institute of Health Innovation: sebbene le prove non siano ancora solide, l’ICT dovrebbe migliorare la sicurezza del malato e l’esito delle cure; per questa ragione, l’ICT è al centro delle politiche di sviluppo di molte nazioni occidentali nei prossimi anni. Eppure, le “soluzioni” informatizzate spesso non si rivelano tali, i nodi organizzativi del sistema sanitario non si sciolgono, l’assistenza non progredisce e gli errori si moltiplicano. “Simply put – sostiene Coiera – if healthcare wants the benefits of ICT then it must actively manage its risk”.

Come già anche Atul Gawande, Coiera paragona la sanità alla aviazione. Però, avverte, è ancora più complessa, eterogenea e difficile da controllare. Possibile? Sembra incredibile pensando allo stupore che prende gran parte dei passeggeri di un aereo non appena dopo il decollo. “With increased use of ICT the number of harms due to ICT is indeed likely to rise”, scrive Coiera nell’editoriale firmato insieme a Jos Aarts e Casimir Kulikowski. La ragione di questa preoccupante relazione è in due postulati che somigliano ad altrettante “leggi di Murphy”:

  • Per una data configurazione di un sistema, il numero di eventi dannosi per il malato aumenta proporzionalmente al crescere della frequenza di eventi potenzialmente in grado di causare danni.
  • Una volta avviato il processo, il tasso di eventi dannosi può rivelarsi difficile da ridurre, a causa dell’inerzia del sistema.

Un fattore di rischio ulteriore è la rapidità di implementazione dell’ICT nel sistema sanitario: tanto più si ha fretta, tanto maggiori saranno gli effetti collaterali. L’unica strada è quella di accettare che il prossimo sarà un decennio pieno di difficoltà e soltanto la costante attenzione ad imparare dagli errori in maniera onesta e trasparente può permettere di avere successo.

Le tre pagine del JAMIA sono la conferma che – se proprio vogliamo accettare che gli “Esperti” esistano ancora – dobbiamo riconoscerli nelle persone che, delle innovazioni, sono capaci di vedere anche – se non soprattutto – i rischi e non solo i possibili vantaggi.

Comments

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

In this important work with colleagues from Italy, we examine if price negotiations lead to better alignment between price of cancer drugs and their outcomes. bmjopen.bmj.com/content/9/12/… @AntonioAddis2 @fperrone62 pic.twitter.com/Nohz0Hp733

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…