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Livelli essenziali della Politica

Sperare che qualcosa di importante cambi solo perché si è girato un foglio al calendario è probabilmente ingenuo. Eppure, basterebbe poco per fare passi avanti. Per esempio, potremmo intenderci sul significato delle parole.

Un termine inglese l’abbiamo imparato a capodanno: cliff.  Se lo vedi da lontano e di fronte, un cliff può farti impressione ma è una cosa bella. Tipo le “bianche scogliere di Dover”, per dire. Se ci stai sopra e guardi sotto, non ti sembra una roba tranquillizzante. Tipo il Fiscal Cliff statunitense.

Altre parole, oltre cliff, sarebbero da comprendere con maggiore precisione per iniziare l’anno in modo migliore: destra/sinistra e politica/tecnica.

Mario Monti dice che la sua proposta di governo prescinde dalle categorie (superate? inattuali?) di destra e sinistra. Il Presidente Napolitano annuncia che dopo le elezioni non potrà certamente tornare ad assegnare il compito di formare un nuovo Governo ad una personalità “tecnica”.

Mentre si discute di sostantivi ed aggettivi, il ministero ha pubblicato i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza: è dunque finalmente aggiornata la base di discussione che inizierà lìiter di approvazione nella Conferenza Stato-Regioni. [Piovono critiche al documento firmato da Renato Balduzzi; alcune giustificate, altre meno.] Lo Stato si finanzia con sigarette e gioco d’azzardo e decide di sostenere una minima parte dei costi sanitari delle ludopatie e delle broncopneumopatie croniche, fingendo di ignorare l’enorme costo sociale ed umano dei problemi creati dal fumo e dalle sale da gioco. Più condivisibile la ricerca di maggiore appropriatezza: “In una fase in cui le risorse sono scarse ed era inimmaginabile toccare i ‘saldi’ – riporta ANSA – si è puntato sui risparmi che si potranno ottenere incidendo sulle prescrizioni di esami diagnostici inutili. Con il provvedimento si punta infatti sull’appropriatezza dell’assistenza specialistica ambulatoriale con conseguente riduzione degli oneri a carico del Ssn.”

  • Massimizzare le entrate governando la vendita dei tabacchi e aprendo il Paese a Bingo e Gratta e Vinci è una scelta politica ed è di destra.
  • Ampliare le condizioni di malattia previste nei LEA recuperando risorse disincentivando comportamenti prescrittivi inappropriati è una scelta politica ed è di sinistra.
  • Riuscire a difendere il provvedimento dalle proteste dei sindacati e degli ordini professionali contro l’attività di vigilanza che le Regioni riusciranno a mettere in atto sarebbe un segnale di competenza tecnica a supporto di una scelta politica

Volendo sgombrare il campo dagli equivoci, un ministro della Salute che lavora per l’appropriatezza delle cure fa finalmente il proprio mestiere e – altrettanto “finalmente” – fa politica: altro che ministro tecnico, insomma.

Si apre un anno che potrebbe aprire una fase nuova nella Sanità italiana. In cui i principi e i valori che hanno motivato l’istituzione del servizio sanitario nazionale possono tornare a guidare l’azione delle istituzioni e del personale sanitario. Bisogna crederci, però, e chi governerà il SSN dovrà essere qualcuno al quale mai verrà in mente di dire – come fece Monti – che la Sanità pubblica potrebbe non essere più sostenibile. E’ illuminante al riguardo un breve articolo di James Surowiecki sul New Yorker.

Qualcuno ha mai pensato di mettere in discussione il bilancio di altri settori della spesa pubblica, si chiede Surowiecki? Ecco come risponde: “The fundamental question is not how much longer the Social Security and Medicare trust funds are going to be solvent. The question is how much we’re willing to spend to insure that the elderly have affordable access to health care and some financial security. The political virtue of the trust-fund strategy has been to make it seem as if Social Security and Medicare run on autopilot. But it has also meant that we’ve never had an honest debate about the value, and the cost, of social insurance. That’s the argument that politicians should be having, instead of a disingenuous one about solvency.”

Voler difendere la Sanità pubblica è una scelta politica. Saperla difendere è una competenza tecnica.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…