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Il libro e la sindrome di Alessio

Rientriamo dal panino della pausa del pranzo e un grande camion di Bartolini cala il piano di scarico verso l’asfalto. “Stanno consegnando il bancale di Amazon per Alessio”, fa Giorgio.

Lettura_Ascissa_7272742808_3cd95dcf95Con l’espressione “sindrome di Alessio ” si intende lo specifico disturbo del controllo degli impulsi che porta ad un acquisto – se non compulsivo “intensivo” – di prodotti di ogni genere tramite internet dopo averne valutato pregi e difetti sia in Rete sia de visu presso supermercati, negozi specializzati, spacci biologici. E librerie. Soprattutto per ragazzi. Intendiamoci: è un disturbo lieve, con conseguenze talvolta negative per chi ne è colpito (e per la stretta cerchia dei familiari), ma positive per i fornitori e per l’economia in generale. Soprattutto di quella dei trasporti.

Una declinazione della sindrome di Alessio è stata considerata da un’indagine promossa da due giovanotti della O’ Reilly (se non sapete chi è googlatela oppure guardate qui), Joe Wikert e Joseph J. Esposito. Sondaggio centrato sui determinanti dell’acquisto di libri. Hanno risposto 500 persone in tutto il mondo: campione di nulla rappresentatività ma ciò non ha impedito né ai due ideatori né agli editori di tutto il mondo di trarre delle conclusioni. Vediamole.

  1. Gli editori devono crederci. A cosa? Alla possibilità di vendere libri direttamente ai lettori. Prendendo per buoni i risultati dell’indagine e riducendone la valenza alla decima parte, il mercato del libro online avrebbe un valore, negli Stati Uniti, di 35 miliardi di dollari. Buttali via.
  2. Una volta su tre, chi compra un libro online lo fa dopo averlo visto in libreria. E’ il fenomeno dello “showrooming”, dicono Wikert ed Esposito.
  3. Una volta su quattro, decidiamo di comprare un libro dopo averne avuto notizia leggendo qualcosa: in sostanza, è la carta che promuove la carta.
  4. Siti (o servizi?) come Goodreads o LibraryThings determinano solo il 14% delle decisioni di acquisto.
  5. Il 40% di chi ha risposto compra libri di carta, il 26% ebook. Il 37% compra entrambi.

Su The Scholary Kitchen, Esposito si chiede cosa succederà quando le librerie diminuiranno o non ci saranno più. La sindrome di Alessio dovrà essere riclassificata, certamente. Ma, intanto, dovremmo convincerci di una cosa.

“Print books are part of an ecosystem, and the sale of print is threatened more by changes to the habitat than by consumer preferences for ebooks”.

 

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Luca De Fiore

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