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L'elefante nella stanza

Ancora suggestioni di letture di questi giorni. Siamo la specie che si fa più pippe di tutte, sostiene Jesse Bering in un’intervista a Publishers’ Weekly (“Without question, of the millions of species roaming this earth, we are the most masturbatory species of them all.” 29.6.2012) durante la quale presenta un suo libro che sembra risponda a domande davvero intriganti (tipo perché il pisello ha quella forma). È un sospetto (quello delle pippe) che ho da tempo e che si rinnova quotidianamente; infatti, non solo il martedì nell’essere circondato dai “veneziani” del calcetto, ma anche sul lavoro per una diffusa tendenza a preferire surrogati alla sostanza. (a proposito, vista la striscia di Mr Wiggles?)

Chi si accontenta di surrogati e non fa quello che dovrebbe sono le società scientifiche. Per esempio, sostiene Richard Smith, quando vietano l’accesso ai contenuti da loro prodotte: “I do think that it’s wrong for scientific societies to make money from restricting access to the research that is fundamental to their mission. If you are the British Society for Hypocrisy then your mission is to promote hypocrisy. How can restricting access to research on hypocrisy advance that mission? I fear that these societies have forgotten their mission.” (Richard Smith, BMJ blog,  7.7.2012).

Molto spesso, anche l’industria non è da meno (anzi): propone sempre meno principi attivi (letteralmente “non va alla sostanza”) ed è protagonista di un numero crescente di scandali, anche se in Italia se ne parla e scrive poco. Continueranno, sostiene Robert Reich, fino a quando gli amministratori delegati non saranno chiamati a rispondere personalmente dei delitti commessi: “The only way to get big companies like these to change their behavior is to make the individuals responsible feel the heat.” (Robert Reich’s blog, 5.7.2012)

Medici, scienziati, industriali e mettiamoci dentro pure gli editori: in troppi hanno modificato il proprio mestiere, preferendo surrogati alla solidità della propria missione. Anche così hanno perduto credibilità e, forse giustamente, nessuno si fida più dell’altro: “When scientists gather for conferences, the fear of potential theft of ideas is often the unacknowledged elephant in the room.” (Frederick Southwick, The Scientist, 1.7.2012) Una delle ragioni di diffusa inquietudine è che tutti sappiamo che gli altri non fanno più il loro mestiere e, quindi, dobbiamo aspettarci di tutto. Nello strano mondo di oggi, le cose davvero importanti stanno diventando invisibili, quasi fossero sottigliezze.

E a quel punto le cose si complicano, come avverte John Maeda: “Reading life’s subtleties are like reading life’s subtitles — always placed unusually low, and set in 6-point type.”

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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardrpm/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…