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E' tutto nuovo di zecca

“Il nostro desiderio di novità, nell’assistenza sanitaria, non sempre coincide col nostro bene, individuale o collettivo”. La nota di Ray Moynihan sul BMJ del 23 giugno scorso è molto garbata. Addirittura troppo prudente, a leggere i giornali di questi giorni.

Davanti al Ministero della Giustizia statunitense, GlaxoSmithKline ha ammesso la propria colpevolezza riguardo alcune attività illecite nella promozione di propri prodotti farmaceutici. Per questo, ha accettato di pagare la più elevata multa mai comminata ad un’industria del settore. Quali medicinali sono coinvolti e quali modalità di pubblicità illecita sono state sanzionate?

Paxil (Paroxetina). Dall’aprile 1998 all’agosto 2003, GSK ha promosso il farmaco nella terapia della depressione dei pazienti di età inferiore ai 18 anni sebbene l’uso pediatrico non fosse mai stato autorizzato dalla Food and Drug Administration. GSK ha redatto (prepare), pubblicato e distribuito un articolo fuorviante che riportava scorrettamente i risultati di una sperimentazione clinica nei pazienti under 18, sostenendo l’efficacia del medicinale nonostante lo studio avesse dimostrato il contrario. Allo stesso tempo, GSK non aveva reso disponibili i dati di sue ricerche che avevano portato a risultati negativi (mancata efficacia del farmaco). Per incentivare le prescrizioni del Paxil a bambini e ad adolescenti, GSK aveva offerto ai medici statunitensi – nello stesso periodo – pranzi, cene e soggiorni termali (Spa programs). Solo dopo il 2004, per le omissioni di GSK, è stato possibile segnalare i rischi di sviluppare pensieri e comportamenti suicidari da parte dei giovani dopo l’assunzione del prodotto.

La storia del Paxil è agghiacciante: trovi qui (sul sito di Healty Skepticism) tutta la documentazione.

Wellbutrin (Bupropione). Dal gennaio 1999 a dicembre 2003, GSK ha promosso il farmaco (al tempo autorizzato solo nella terapia del Disturbo Depressivo Maggiore) nel trattamento delle disfunzioni sessuali, della dipendenza da sostanze e nell’ADHD. Per favorire questi usi off-label, GSK ha pagato milioni di dollari (millions of dollars) a medici compiacenti per parlare a congressi, spesso in località di sogno, e non di rado nel contesto di eventi accreditati ECM.

Avandia (Rosiglitazone). Dal 2001 al 2007, GSK ha mancato di rendere noti dati di sicurezza sul farmaco antidiabetico, compresi quelli derivati da due sperimentazioni sollecitate dalla agenzia regolatoria europea, preoccupata della tossicità cardiovascolare del medicinale. Solo dopo il 2007 è stato possibile per FDA aggiungere un’avvertenza riguardo il rischio – per chi assume Avandia – di sviluppare scompenso cardiaco e infarto miocardico acuto.

Ancora storditi da queste … novità, giunge un’altra notizia: Roche ha taciuto dati su effetti indesiderati e morti relativi a ricerche che hanno coinvolto 80.000 pazienti trattati con farmaci dell’azienda svizzera. Data la delicatezza della questione, conviene riportare quanto si legge in un comunicato della European Medicines Agency: “These included 15,161 reports of death of patients. it is not known whether the deaths were due to natural progression of the disease or had a causal link to the medicine. More recent information from the company indicates a smaller number of reports, but this information needs to be verified by the authorities.” (…) “Other deficiencies identified related to the evaluation and reporting to national medicines agencies of suspected adverse reactions from their reporting systems (around 23,000) and clinical trials (around 600).”

Questo ha scritto Peter Gøtzsche in un forum confidenziale su internet: “What we see is organized crime, and it has many similarities to the mob. Most importantly, it costs the lives of thousands of innocent people and millions are harmed unnecessarily.” Gøtzsche replicava a chi si rammaricava che l’attuale management di GSK dovesse rispondere della condotta spregiudicata della dirigenza che aveva in precedenza gestito l’azienda. Ci sarebbe una nuova GSK, così come tante altre “nuove” aziende si sono sostituite alle precedenti.

Come scrive Moynihan, però, secondo il Webster’s New International Dictionary, la parola “nuovo” indica qualcosa di “fresh, recent, unfamiliar”. Ecco: unfamiliar. Ma sono davvero a noi così poco familiari comportamenti come quelli prima descritti?

 

 

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Attracco. Non mi attacco. (potrebbe essere la sintesi del ricercatore preda del publish or... publish). twitter.com/forwardrpm/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…