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Sono finiti i conflitti di interesse

Come ha ricordato la rivista di una grande catena di distribuzione libraria americana, con la primavera è tempo di fare spazio in libreria liberandosi di pagine inutili. Non sapevo da dove cominciare quando mi è venuta in soccorso la Guidance on collaboration between healthcare professionals and the pharmaceutical industry. Dopo averla letta (tranquilli, è una cosa di pochi minuti) ho buttato un bel po’ di libri: c’ero affezionato, ma la Guidance mi ha fatto capire che sono decisamente superati. O, comunque, fuori moda.

Vediamo perché: di seguito, in tondo, alcune delle cose che tu – medico – dovresti sapere. In corsivo blu quello che credevo di sapere avendo letto i libri finiti nel cestino.

The pharmaceutical industry is critical to delivering innovation in medicine.

Lungo 15 anni di ricerca e sviluppo, i governi di Stati Uniti, Europa e Giappone hanno speso più di tre volte tanto rispetto a quanto abbiano fatto le industrie private per gli studi nelle scienze di base, lo sviluppo di farmaci e gli studi clinici che hanno portato a farmaci efficaci. (Merril Goozner. The $800 million pill. The truth behind the cost of new drugs. Berkeley: The University of California Press, 2004).

Bringing medicines to patients is a collaborative process. Most of the trials conducted in the UK are collaborations between industry and academic centres.

Le industrie farmaceutiche oggi disegnano studi clinici perché siano condotti da ricercatori che sono poco più di mani in affitto, sia che i trial siano portati avanti in centri accademici, sia che siano condotti negli studi di medici. Le aziende sponsor trattengono i dati e nei trial multicentrici possono persino impedire ai ricercatori di accedere ai risultati. Inoltre, analizzano e interpretano i dati e decidono cosa e se pubblicarli. (Marcia Angell. The truth about the drug companies. New York: Random House, 2004).

Information about industry-sponsored trials is publicly avalaible.

L’agenzia regolatoria europea ha annunciato l’intenzione di rendere pubblici i report degli studi clinici dopo la conclusione della revisione della domanda di immissione in commercio ed è un importante precedente. Ma la FDA (…) è ancora invischiata nella segretezza dei dati. (Peter Doshi e Tom Jefferson. Drug Data Shouldn’t be secret. The New York Times, 10 aprile 2012).

Industry plays a valid and important role in the provision of medical education.

Molto spesso i medici sono più influenzati dal parere di colleghi che da quanto afferma l’industria. Così, le aziende si affidano alle agenzie di ECM per avere medici che supportino i propri prodotti e ne parlino in modo elogiativo. Questo è chiamato ‘medical education’. (Joe Torre. Cit. in Jerome Kassirer: On the take: How medicine’s complicity with big business can endanger your health. Oxford: Oxford UP, 2005).

Industry relies upon the information it receives from healthcare professionals.

Questa affermazione è assolutamente vera. Basti leggere il libro di Goozner, che spiega come sia fondamentale il ruolo dei ricercatori pubblici nello sviluppo dei medicinali e come molti scienziati abbiano in passato trasmesso alle industrie informazioni chiave per la finalizzazione dei prodotti farmaceutici nelle fasi conclusive del processo di sviluppo.

Medical representatives can be a useful resource for healthcare professionals.

La funzione quotidiana dell’economia del regalo dell’industria farmaceutica agisce limitando e distogliendo l’attenzione dall’interesse economico e dal calcolo che esiste ad ogni livello della promozione di medicinali. L’industria lavora intensamente per mantenere un’economia del relax tra medici e informatori, dove le decisioni sulla prescrizione devono sembrare prese sulla base di criteri diversi da quelli reali. Di conseguenza, viene a determinarsi un’economia dell’assistenza sanitaria che riguarda in pieno il malato ma che al tempo stesso col paziente non ha nulla a che fare. (Michael J. Oldani. Thick prescription: toward an interpretation of pharmaceutical sales practices. Med Anthropol Q 2004;18:326-56.)

Information provided to patients is tightly controlled.

Non c’è dubbio che l’informazione diretta ai consumatori sia fuorviante per i cittadini, molto più di quanto non possa apportare benefici. Esercita una pressione nei confronti del medico per prescrivere farmaci nuovi, costosi e spesso relativamente utili, persino quando una scelta più “conservatrice” avrebbe potuto essere migliore e più sicura. (Marcia Angell, citata).

Industry takes its responsibility to monitor adverse events very seriously.

Per festeggiare questa buona notizia ho gettato nel cestino il libro di Jerry Avorn. Powerful medicines: the benefits, risks, and costs of prescription drugs. New York: A. Knopff, 2004. Un’ottima cosa: pesava 8 etti e occupava un sacco di spazio.

Joint working programmes must deliver patient benefit.

Altra ottima novità. Ho messo nella stufa Hooked: ethics, the medical profession, and the pharmaceutical industry, di Howard Brody (Lanham: Rowman and Littlefields, 2007) e Big pharma: exposing the global healthcare agenda, di Jacky Law (New York: Carrol and Graf, 2006).

Leggere può aiutare a liberarsi di molte letture inutili.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…