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Mi passi il telefono? Voglio leggere

Leggiamo in modo diverso da come leggevamo una volta. Oggi qualcuno definisce la lettura “getting an impression of something” e in parecchi si preoccupano. La lingua inglese sta inseguendo le nuove abitudini e si diffondono termini come skimming, scanning, browsing, leafing. Si parla dell’esercizio del leggere come di un’esperienza plurisensoriale e anche le riviste scientifiche cercano di andare incontro a lettori che più che studiare in profondità pochi contenuti, si avvicinano con rapidità a molti singoli item di informazione e spesso restano in superficie .

Leggiamo ovunque e, sempre più spesso, anche facendo altro. Questa nuova abitudine è allo stesso tempo causa e conseguenza dell’information overload. Dipende anche della progressiva riduzione della dimensione dei device con cui comunichiamo: siamo passati dal personal al personalized computer, sempre più piccolo e mobile. Molto spesso, un telefono.

Tanti libri finiscono in apps: è un mercato in grande espansione che a fine 2012 avrà un valore di circa 44 milioni di euro per triplicare nel 2016. Un sito abbastanza “divertente” (www.imedicalapps.com/) aggiorna con continuità la classifica delle app più utili per il medico. Ad oggi, in testa alla classifica c’è quella realizzata da Medscape che contiene oltre 7 mila schede di informazione sui farmaci, 3.500 schede su altrettante patologie (Overview, Clinical, Differential Diagnoses, Workup, Treatment, Medication, Follow up), 2500 immagini cliniche, una guida alle interazioni tra farmaci, percorsi di ECM e chi più ne ha più ne metta. Gratis.Vai su iTunes e te la scarichi. Fatto.

La “migliore” app sul mercato (per modo di dire, perché è gratis)…

  • somiglia ad un Bignami della medicina (non Giorgio Bignami, eh, l’altro: quello di quando andavamo al liceo)
  • non spiega come fa ad essere gratuita
  • e il problema del conflitto di interessi è risolto alla radice: non cita gli autori delle raccomandazioni che ti invita a seguire.

Con le app sta succedendo una cosa strana: l’utilità (vera, presunta, reale, apparente) e il brand (iPad, iPhone, Apple, Android) prevalgono di gran lunga sulla authorship. Come se il fantasma di Steve Jobs garantisse per tutti.

* “Getting an impression of something” lo ha scritto Max Bruinsma qui.

 

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In this important work with colleagues from Italy, we examine if price negotiations lead to better alignment between price of cancer drugs and their outcomes. bmjopen.bmj.com/content/9/12/… @AntonioAddis2 @fperrone62 pic.twitter.com/Nohz0Hp733

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…