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Ebook, neve e la Szymborska

Doppia pagina della “Lettura” sul Corriere di domenica per un giovanotto ladruncolo di nome e di fatto.
Oggetto delle sue brame è l’ebook: confessa di scaricarne a mazzi dal web, beninteso da siti pirata e senza tirar fuori un euro. Eppure, anche lui vive di diritti d’autore sulle vendite dei suoi libri pubblicati con Bompiani: “pur avendo ogni interesse ‘egoista’, in quanto scrittore, a che i diritti d’autore siano rispettati, non li rispetto”.
Nel suo diluvio di confessioni domenicali si salva la goccia della frase di Nanni Balestrini, secondo il quale il libro è una sorta di incidente di percorso della letteratura: prima di Gutenberg e dopo Berners Lee, la parola scritta fece e farà a meno della carta. Chi può dirlo? Forse nessuno, anche se non passa giorno che non piovino opinioni sugli ebook. Di questi tempi, sembra esistano solo la neve e i libri digitali.

L’Associazione Editori “scopre” che sono a rischio di pirateria: “dei 19.000 e-book in commercio, oltre 15.000 sono anche disponibili al download in copia pirata. E ancora, dei 25 (libri cartacei) best seller nella classifica della settimana scorsa di Ibs, almeno 19 avrebbero già una versione pirata. Il «tasso di pirateria» non cambia peraltro tra i libri per cui esiste una versione legale (si trova quella pirata nel 76,5% dei casi) e quelli per cui non esiste (75%).”  La cosa divertente è che Latronico ammette di rubarli e, soprattutto, di abbandonarne presto la lettura: sarà vero che, senza la leva del costo, qualsiasi bene perde di interesse?  La pirateria è un passatempo troppo facile per essere sconfitto, sostiene Paul Tassi su Forbes, e forse ha ragione nel dire che (se i pirati sono ormai “eroi buoni” per i giovani) alla lunga non ci faranno del male. In uno scenario così poco decifrabile, ad avere certezze sono solo i profeti entusiasti di IfBookThen che prevedono derive apocalittiche per il libro tradizionale.

Naufragio più che probabile, intendiamoci, ma siamo sicuri sia colpa (o merito?) dell’ebook? Un gennaio da dimenticare (vedi i dati di The Bookseller) potrebbe essere piuttosto dovuto alla scarsa di vena dei narratori, alla ripetitività di una saggistica solo (o quasi) televisiva o alla mancanza di fantasia di librerie che pensano di risolvere il problema sistemando qua e là qualche scomoda poltroncina.
Il libro, come lo conosciamo, è probabile che non sopravviva ad editori e librai, altro che ad internet. E, comunque, non sarà l’ebook a farlo fuori. Piuttostotutti noi, con Facebook, Twitter o YouTube.
Chiudo. E ascolto Licia Miglietta recitare la Szymborska.

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Nel post elezioni mi stupisco sempre due cose : 1) il numero enorme di non votanti ( ignorato da tutti ) 2) continuare a commentare e a confrontare dati percentuali ignorando i numeri assoluti tra una elezione e l' altra .@RaiNews @TgLa7 @domanigiornale @ilcorriereit @sole24ore

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Luca De Fiore

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