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HTA sull'HTA

La valutazione delle novità in sanità avviene solitamente a partire dalla offerta di nuovi dispositivi, medicinali o strumentazioni da parte dei produttori. E questo pressing dell’industria innesca a sua volta una domanda di tecnologia da parte di medici o dirigenti che percepiscono la mancata introduzione di “innovazione” nella propria pratica professionale come una sorta di personale inadeguatezza rispetto alle prestazioni garantite da altri Centri.

E’ il mercato a guidare, e spesso a orientare, le attività di health technology assessment.

Un approccio di tipo “difensivo”, dunque, del servizio sanitario che finisce col trovarsi in condizioni di apparente perenne ritardo. E’ del tutto evidente, infatti, che l’offerta di tecnologie supera di gran lunga la capacità anche del sistema più “efficiente” di svolgere un’attività di revisione sistematica della sicurezza, efficacia e efficienza di quanto viene proposto. L’assessment richiede mesi, talvolta anche più di un anno, ma per l’industria è necessario che il time-to-market  sia più breve possibile.

Nella tensione tra tempi della scienza e tempi del mercato si crea uno spazio in cui trovano posto metodologie “mini”: si risparmia tempo e denaro.  Poco importa se il risultato di questi “assessment de noantri” fornisca informazioni approssimate e non conclusive;  come sosteneva George Dyson,  “information is cheap, but meaning is expensive”.

E’ proprio qui il punto. L’health technology assessment dovrebbe andare a caccia di significati, di un senso nuovo e diverso per le politiche di prevenzione e assistenza sanitaria. Il un sistema sanitario centrato sul cittadino, l’oggetto della valutazione non può essere la “tecnologia” ma il modo per migliorare la salute delle persone.

In definitiva, anche l’HTA è un “processo organizzativo” da sottoporre a rivalutazione: ci vorrebbe un HTA per il modo con cui si fa HTA.

Comments

1 Comment

Lucio Patoia

Come non essere d’accordo !
Vorrei aggiungere inoltre: giacchè le attività di HTA richiedono molto tempo ed arrivano “in ritardo” rispetto alle spinte del mercato quando poi arrivano le conclusioni di un HTA condotta adeguatamente è del tutto intollerabile che di queste non si tenga conto nella pratica clinica; due esempi: l’uso improprio dei marcatori tumorali, l’uso improprio della PET.
Su questi aspetti forse le “agenzie pubbliche” dovrebbero essere più attive.


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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardRPM/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…