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Gli editori e la provvidenza

“Il nostro lavoro deve consistere nel far cambiare di mano un libro o una rivista”. Era l’estate di 23 anni fa e così  David Godine bocciava la tesi di fine corso di un gruppo di studenti del master di editoria professionale in un’università californiana. Insegnava che una pubblicazione, per generare valore, deve passare dalla mano dell’editore a quella del libraio o del bibliotecario, fino a quella del lettore.

La rivista che avevano immaginato di produrre avrebbe dovuto parlare di cavalli e sostenersi anche con finanziamenti statali stanziati a supporto delle “razze equine”. Niente da fare: il mestiere di un editore è diverso e, come ancora oggi dimostra di credere Godine, dovrebbe basarsi sull’interesse spontaneo dei lettori. Il giudizio dell’editore di Boston mi tornava in mente leggendo una nota della amministrazione del Pensiero. Giovedì, Luisa mi avvertiva che ad alcune riviste da noi pubblicate era stato assegnato un premio per quello che viene definito “Elevato valore culturale”. Per la precisione:

  • Politiche sanitarie: euro 1.244
  • Ecologia della mente: euro 1.244
  • Epidemiologia e Psichiatria Sociale: euro 1.244
  • Infanzia e adolescenza: euro 1.244
  • Rivista di Psichiatria: euro 1.244
  • Richard e Piggle: euro 1.244
  • Tumori: euro 2.500
  • Ricerca & Pratica: euro 2.500
  • Recenti Progressi in Medicina: euro 2.500

Questo premio giunge in un momento particolarmente critico per l’editoria scientifica indipendente:

  • da molti mesi sono state abolite le agevolazioni per la distribuzione postale (in altre parole: spedire una rivista costa tantissimo),
  • sono stati tagliati i fondi per le biblioteche (basti pensare che è stata soppressa quella della Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio e che la Regione Piemonte ha deciso la chiusura della biblioteca online da poco costruita per il personale sanitario della Regione)
  • l’affiancamento delle edizioni digitali a quelle cartacee è fortemente penalizzato da un’imposta al 21 per cento.

Quindi, ci sarebbe di che rallegrarsi per il premio conseguito. Ma qualcosa mi trattiene.

Credo abbia ragione Godine: non è giusto che gli imprenditori che lavorano in ambito editoriale ricevano finanziamenti pubblici. Piuttosto, dovrebbero indirettamente avvantaggiarsi di provvedimenti che favoriscano la vita delle biblioteche e la acquisizione di fonti; che incoraggino l’assunzione di giovani con competenze che integrino quelle del personale editoriale formato ad una “scuola tradizionale”; che permettano alle istituzioni di Sanità pubblica di investire in comunicazione.

Invece, in Italia funziona esattamente al contrario. Gli editori aspettano la “provvidenza” (con la “pi” minuscola, almeno). Così infatti vengono chiamati gli aiuti al mondo dell’informazione; una scelta terminologica che la dice lunga, dal momento che la Provvidenza arriva senza che tu abbia potuto fare nulla né di positivo né di negativo per meritarla o meno. Arriva e basta. Gran parte della stampa italiana aspetta la provvidenza. Ecco, di seguito, i soldi che noi cittadini italiani tiriamo fuori perché siano pubblicati alcuni quotidiani.

  • il manifesto: euro 4.049.022
  • Avanti: euro 2.530.638
  • Corriere di Forlì: euro 2.530.638
  • Corriere mercantile: euro 2.530.638
  • Provincia quotidiano: euro 2.530.638
  • Rinascita: euro 2.530.638
  • Avvenire: euro 6.174.758
  • Conquiste del lavoro: euro 3.289.851
  • La Discussione: euro 2.530.638

C’è anche un’ampia scelta di settimanali e mensili con i quali la provvidenza è clemente. Eccone alcuni…

  • Left Avvenimenti: euro 506.660
  • Motocross: euro 506.660
  • La nuova ecologia: euro 506.660
  • Il Salvagente: euro 506.660
  • Sole delle Alpi: Il Canavese: euro 445.512
  • Il Mucchio Selvaggio: euro 423.160
  • Chitarre: euro 277.769
  • Critica sociale: euro 246.891
  • Il Granchio: euro 89.161
  • Noi donne: euro 86.161

Per non dire dei quotidiani di partiti e movimenti; sono moltissimi (tutti), tra cui…

  • L’Unità: euro 6.377.209
  • Liberazione: euro 4.555.149
  • La Padania: euro 3.947.796
  • Secolo d’Italia: euro 2.952.474
  • Il Foglio: euro 3.745.345

Poi dice che non c’è la provvidenza. Altro che: c’è per tutti, per i partiti, per i sindacati, per gli appassionati di motociclismo e pure di granchi. Per il quotidiano dei vescovi e per il Corriere Laziale: quasi 2 milioni di euro l’anno vanno infatti a questo giornale che informa sui risultati delle serie minori di calcio del Lazio, appunto. Ce n’è talmente per tutti, che a tutti va bene e nessuno protesta. Perché nessuno informa i cittadini di che fine fanno i loro soldi.

Fonte: Marco Cabianchi. Mani bucate. A chi finiscono i soldi dei contribuenti. Milano: Chiarelettere, 2011.

 

 

 

 

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…