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Farmaci e web tra EBM e biografie

Prova a fare una ricerca che riguardi la cardiologia sul computer di un’adolescente: saprai tutto su Johnny Depp e poco sullo scompenso. I risultati che Google ti restituisce sono “informati” dalle nostre ricerche precedenti. Soprattutto per questo, il computer che usi al lavoro è veramente “tuo”, più ancora di quello di casa ma forse un po’ meno di quello che porti a spasso per il mondo nello zaino.

Qualsiasi device– dal notebook al cellulare – è diventato personale: siamo passati dal personal al personalized computer. Erano 100 milioni nel 1993, i PC , quando nascevano il web e la EBM. Un miliardo nel 2008 e saranno 10 miliardi nel 2020, quando sarà scomparsa la distinzione tra i dispositivi e telefono, cinepresa e televisione saranno lo stesso oggetto. Oggi il 30 per cento dei medici statunitensi ha un iPad e il numero raddoppierà tra sei mesi. La tecnologia si diffonde perché si adatta alle esigenze di un’utenza che –scrive Clay Shirky – “dà valore di per sé all’essere connessi”.

In una contesto fortemente caratterizzato da due driver – personalizzazione e condivisione – gli spazi del social network saranno il luogo dove l’informazione su salute/malattia si tradurrà in conoscenza condivisa. E’ un percorso che riguarda il medico, il farmacista o il dirigente: già oggi i “social media” sono piattaforma per esperienze di e-learning o per sperimentali progetti di ricerca condotti con lo strumento  inventato da Zuckerberg. Non mancano anche opportunità di studio e approfondimento: pensiamo alla presenza su Facebook del Drugs & Therapeutics Bulletin o alla attività delle Sanford Guides su YouTube e Twitter. Una volta “partecipati” dati e risultati della ricerca escono irrobustiti dal confronto tra pari.

Si aprono così opportunità formative per il personale sanitario ma anche per il cittadino. Un paziente “empowered” che chiede e al tempo stesso  offre risposte utili alla sua salute diventa alleato nel percorso verso l’appropriatezza. E’ un esercizio superfluo interrogarsi sulla “qualità” dei contenuti discussi nel social web; piuttosto, le istituzioni dovrebbero cogliere la sfida di misurarsi pariteticamente con la Rete, come esercizio di…

  • Ascolto
  • Valutazione della propria capacità persuasiva
  • Trasparenza.

Finito il tempo della “informazione” sui farmaci: l’unica strada è la “comunicazione” sulla salute. Interattiva, multi direzionale e nella quale l’«esperto» è l’outlier: quello che “vive” le cose, non che sostiene di conoscerle.

Nato con l’EBM, il web, anche in questo frangente ne favorisce la crescita invitando a prestare maggiore attenzione a quel “gradino” della medicina basata sulle prove troppe volte dimenticato: l’importanza primaria del valore che ciascuna persona assegna ai diversi elementi che definiscono il proprio benessere o malattia. Grazie al web tornano in gioco le biografie – di malati ma anche di medici, infermieri, dirigenti – , contaminando in maniera feconda il dato biologico esito della clinica e della ricerca.

Comments

1 Comment

GIANNANDREA

Complimenti una riflessione interessante !
Probabilmente i social network diventeranno un luogo di informazione condivisa su salute e malattia …ma forse nel mondo medico,sanitario,farmaceutico e delle istituzioni(penso alle modalita’organizzative di riunioni corsi di formazione congressi ecc ),
prevale ancora troppo la autoreferenzialita’ e la personalizzazione..o mi sbaglio ?
Sarebbe bello se i social network diventassero luogo di condivisione della conoscenza su salute malattia con la partecipazione dei diversi “attori” ovviamente nel rispetto ognuno del proprio ruolo e delle diverse competenze: medici,pazienti,farmacisti infermieri,manager, aziende farmaceutiche.
Forse è necessario sgretolare i pregiudizi e magari ispirarsi all’esperienza metodologica dell’open source e sw libero dove la collaborazione di molti ha prodotto risultati concreti in molti campi della tecnologia e non solo:mi riferisco ad alcune anticipazioni del nuovo libro di Yokkay Benkler”The Penguin and Leviathan” di cui attendo la traduzione e pubblicazione in italiano
Benkler e’ Professore di Diritto Harvard University in italiano e’ stato pubblicato “La Ricchezza della Rete”
Di seguito 2 link :intervista Espresso n.25 2011
http://blog.debiase.com/2011/09/bookblogging—yochai-benkler.html
e recensione di Luca De Biase “The Penguin and Leviathan”
http://www.vecchiomago.net/index.php?mod=read&id=1321777572


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…