Press enter to see results or esc to cancel.

iPhone e Moleskine tra accountability e responsabilità

Riusciremo a difenderci dagli amici di Facebok quando tutti prenderanno l’abitudine di “Caricare dal cellulare”‘?

Incubo: feste di ragazzini, esplosioni di gioia in curva sud, occhi di fidanzate. Gattini: tantissimi. Panorami, palazzi, concerti, faraglioni, monti, scogli, alberi abbattuti a Vignola, piccole trofiette con la loro riduzione di pesto gentile della riviera di Ponente. Di più.

Più si diffondono gli smartphone più diventa frequente il lifelogging: la registrazione compulsiva di ciò che facciamo. La vita in diretta. Tutto io minuto per minuto. Esiste un’app per iPhone che scatta in automatico una foto ogni 30 secondi. La tua memoria potenziata. O sostituita. Chi perde la memoria per trauma o decadimento cognitivo ha nella costanza del registrare un alleato prezioso. Per molti invece ha tutta l’aria di una condanna reciprocamente inflitta. Spesso comminata a sé stessi, per l’obbligo di ricordare ciò che volevamo dimenticare. Gli irriducibili del lifelogging usano software specifici: te lo dico a patto che non lo scarichi (Evernote). Tutti, professionisti e amateurs, della registrazione sanno di poter contare sulle funzioni di GMail o di Calendar: sicuro che non ti scordi nulla.

Per tornare al “caricamento da cellulare” il problema si aggrava con la smania di condividere, di segnalare che “io c’ero”. Con l’insopprimibile desiderio di salutare gli amici del calcetto. La nostra vita è digitalizzata per gli altri: e a noi cosa resta? Disabituati all’esercizio della memoria, resta la Moleskine. Molto più adatta per prender nota diversa dal “ricordati di comprare le mutande”, ha scritto Charles Simic nel suo blog sulla New York Review of Books. “Writing a word out, letter by letter, is a more self-conscious process and one more likely to inspire further revisions and elaborations of that thought”.

La traccia condivisa col device rende “accountable”, pubblicamente responsabili: vale per il ragazzo che manda le foto nel mezzo degli scontri alla manifestazione e per il chirurgo che comunica nel corso della giornata. Le parole disegni pensieri scritti sul taccuino vengono prima, momenti di personale responsabilità, segni privati, segnali di riflessione intima. Da partecipare forse, quando e come sceglieremo.

Comments

1 Comment

Lucio Patoia

bellissimo post! congratulazioni!


Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Nel post elezioni mi stupisco sempre due cose : 1) il numero enorme di non votanti ( ignorato da tutti ) 2) continuare a commentare e a confrontare dati percentuali ignorando i numeri assoluti tra una elezione e l' altra .@RaiNews @TgLa7 @domanigiornale @ilcorriereit @sole24ore

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…