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Informare non è comunicare

Informazione e comunicazione sono cose diverse. La prima non prevede il confronto; la seconda non esiste senza dialogo. Si è parlato anche di questo al convegno al Mario Negri dove i bambini e le medicine erano un pretesto per discutere di diritti, di storia, di metodologia, di azzardi, di falsa innovazione, di rischio.

Informazione: ce n’è molta in giro e dobbiamo continuare a credere sia una buona notizia. Informazione a senso unico che serve a poco: guarda cos’è successo a New York, dove l’intimazione del sindaco Michael Bloomberg (“lascia la tua casa ora, non tra dieci minuti”) è stata ignorata da qualcosa come 80 mila cittadini. Guarda com’è stata gestita “l’informazione” sulla presunta “epidemia” romana di TBC. Eppure, senza negare i possibili errori o omissioni, un esempio di buona “comunicazione” proprio là era presente: oltre l’80 per cento dei bambini ricontattati e richiamati per i controlli. Dirigenti, medici, laboratoristi, famiglie: insieme per fare una cosa, per raggiungere un obiettivo.

Sì, perché comunicazione deriva da com_munus: svolgere insieme un compito.

Sia che si svolga attività clinica, sia che si lavori nella ricerca, anche in Sanità comunicare sembra la cosa più difficile del mondo. In realtà, di gente che comunica (cioè che lavora insieme per raggiungere uno scopo) ce ne deve essere parecchia. Ma si soffre un generale senso di inadeguatezza, ritenendo che la comunicazione non sia mai sufficiente. Cosa manca?

  • Non si ha il tempo di comunicare
  • non si hanno competenze per comunicare
  • non ci sono risorse che facilitino la comunicazione.
Foto di Rishi Menon

Tutto vero. Soprattutto la terza: l’unica strada possibile per un servizio sanitario non afasico e dialogante (al proprio interno e verso l’esterno) è destinare risorse per pianificare una Sanità rinnovata, in cui prevenzione e assistenza vivano del confronto tra personale sanitario e cittadini. Migliorare la comunicazione non è faccenda di tecniche di counseling o di uffici di relazione col pubblico; è costruzione di reti, di network che coinvolgano infermieri, medici, cittadini, farmacisti, dirigenti sanitari, operatori del sociale, pazienti, psicologi, familiari di malati…

 

Fare progetti insieme, dialogando, è il solo modo per governare l’incertezza che è così strettamente legata alla salute; incertezza che finisce con l’essere una determinante della comunicazione.

E’ l’informazione a vendere certezze.

 

 

Comments

3 Comments

franco galanti

credo ch ci siano ragioni più determinanti a spiegare il ‘cosa manca’ della comunicazione.
1) manca la volontà di dialogare (se non per strettissime necessità in tempìi minimi segnait dgli sms) – la sola volontà che implichi l’esercizio all’ascolto ascolto e lo sforzo razionale e/o empatico alla comprensione del contesto e del discorso;
2) manca la convinzione che la comunicazione sincera sia imprescindibile oggi nei sistemi complessi tra cui quelli sanitari;
3) manca la fiducia che la comunicazione migliori di per sè, cambi il nostro modo di agire in meglio, in moltissimi casi
4) il fattore più critico: manca la comunicazione – ponte, quella che si instaura a prescindere dalle presunte appartenenze di ruoli e identitarie (manca il dialogo tra le frontiere, per cui un medico parla solo di certe cose con l’infermiere, con il paziente, e lo specialista di un certo settore ( es il chirurgo) parla solo di certe altre cose in un certo modo, con lo specialista di un altro ambito (l’internista, o il Direttore aministrativo, o il neurologo, o il dietista), mentre di questioni trasversali in cui essere specialisti è a volte persino impossibile ( per es. impreciso di generali questioni organizzative, e lavorative, di ruoli entro la sanità, di rischi embricati, di questioni etiche, di innovazione, …) ‘sul lavoro’, di solito non si comunica mai. Son queste cose di uci si parla tutt’al più su internet, o si legge sui giornali, ma per lo più nel proprio singolo contesto non fa presa il dialogo su certi temi…
grazie per l’attenzione e q.siasi risposta.

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Nerina Portas

Grazie per questo articolo.Il comunicare, il saper comunicare è importante in tutti i settori, non basta informare.


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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardrpm/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…