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Scilipoti e le campane di cristallo

“È una frode pericolosa che sanno vendere molto bene”, sostiene su Internazionale Steven Salzberg, un biologo dell’università del  Maryland a College Park, parlando della medicina alternativa.

“Quando una cosa funziona, non è poi così diicile dimostrarlo. Queste persone cercano da anni di dimostrare che le loro cure alternative funzionano, e non ci riescono. Ma non lo ammetteranno mai e andranno avanti così. È ovvio, guadagnano troppi soldi”.

Le medicine alternative – o complementari o olistiche: come vi pare – anche quando “funzionano” non se ne conosce il motivo. “La letteratura scientifica – sottolinea ancora Freedman, l’autore dell’articolo ripreso da The Atlantic – è piena di studi approfonditi i quali dimostrano che praticamente tutti i trattamenti alternativi, comprese l’omeopatia, l’agopuntura e la chiropratica, non aiutano i pazienti più di quanto facciano certi metodi inventati per truffare la gente.” Non ci sono basi scientifiche, ma certe cose non si possono dire…

“I medici alternativi hanno un grande vantaggio”, afferma Steven Novella, neurologo di Yale e blogger a Science-based medicine. “Possono mentire ai pazienti. Io non posso farlo”.

Qualcuno ha meno remore: chi ci governa.

Al convegno sulla Medicina della natura alla Sala delle Colonne di Montecitorio si respirava aria da Bagaglino, con Pippo Franco ad aprire gli interventi: comico, ma anche produttore di elettromedicali. Ad invitarlo all’evento era l’Onorevole Domenico Scilipoti, il Responsabile. E, avendole telefonato per saperne di più, sempre di responsabilità mi ha parlato anche un’altra relatrice, Fiorella Capuano; è avvocato e quasi si scusa: “Mi avevano detto di non venire per non essere associata alle polemiche seguite alla … come dire? scelta dell’Onorevole di cambiare schieramento di Governo. Ma io sono una scienziata – mi raccomando, scriva così, non una scientista – e sperimento, perché fa parte dell’evoluzione umana andare sempre a caccia di nuove cose”. Cacciatrice ed esperta in Cromopuntura e suono delle Campane di cristallo. Prego? Ma sì, medicina vibrazionale e disponibilità a nutrirsi di luce. “Per diventare tutti bretaristi”. Come scusi? “È un neologismo da una parola inglese: breath, respiro. Potremmo tutti nutrirci di aria e di luce, vivremmo lo stesso senza mangiare. Non crede? È provato”.

Steven Novella si sbaglia: è provato. “Può accadere che chi viene da me si accorga di avere benefici, che derivano più dalla predisposizione mentale al rilassamento, dato che abbiamo tutti necessità di fermarsi dallo stress della vita quotidiana”. Eh sì, può accadere. C’è chi ascolta le campane di cristallo e chi si fa un Cynar. Bisogna uscire dalla “Matrix” tradizionale, spiega un altro relatore che “affronta e risolve con approccio olistico, psichico e sciamanico, difficoltà emozionali, fisiche e spirituali”. L’avvocato ha parlato appena prima di Danilo Doneguzzi, psichiatra che diffonde in Italia le cinque leggi biologiche del dottor Hamer, fondatore della Nuova Medicina germanica e radiato nel 1986 dall’ordine dei Medici tedeschi. Negli ambienti di una delle massime istituzioni della Repubblica, si assisteva alla nascita della Medicina della Libertà ascoltando l’ultima relazione: Scie chimiche e democrazie dirette.

L’approfondimento letto su Internazionale lascia una porta aperta alle “alternative” in nome dei benefici che, per un effetto placebo, arrecherebbero ai pazienti. Per tornare a Pippo Franco, si stava un po’ meglio anche quando si guardava la Fenech. Ma avrebbe dovuto pagarla la mutua?
Comments

15 Comments

Roberto Bonini

“Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione;
un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato”
Albert Einstein, lettera a Max Born del 4 dicembre 1926.

È incredibile come ci possa ancora essere chi crede alla medicina alternativa: la medicina del nulla!!! Esiste solo una scienza, quella della evidenza. Aldilà ci sono soltanto “parole” ma nessun fatto vero.

Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l’osservazione e l’esperimento; dall’altra, nella formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre nuovamente al vaglio dell’esperimento.

Molti confondono i risultati mediocri che a volte, in soggetti emotivamente e psicologicamente fragili e condizionabili, la medicina del nulla è riuscita ad ottenere. Ma per curare un carcinoma, o qualsiasi altra patologia è necessaria la medicina tradizionale. Quella fatta di interventi chirurgici e di trattamenti farmacologici. I dati epidemiologici che distinguono i risultati ottenuti dalla medicina vera da quella del nulla si commentano da soli.

Eppure ci sono ancora pazienti che spinti dalla disperazione si rivolgono a persone senza scrupoli che pur di far soldi sarebbero capaci di affermare di aver visto un asino che vola… …

eugenio serravalle

Capita spesso di leggere conclusioni di studi che contraddicono le analisi degli stessi. Cosi’ si possono riportare solo alcune dichiarazioni tratte da un articolo per ironizzare, con dubbio gusto, sulle medicine complementari. Non si riflette sulle considerazioni critiche del sistema “salute” convenzionale, sulla inutilità di molte cure, sulla pericolosità della maggior parte dei farmaci, sulla evidenza di procedimenti inadeguati, che ognuno può leggere nell’articolo pubblicato da L’internazionale.
Si continua a assimilare omeopatia, agopuntura e fitoterapia a spettacoli da cabaret..che strade tortuose segue il pensiero scientifico..

maurizio gaido

anche le cosidette evidenze scientifiche hanno i loro problemi, escludendo la mala fede e gli interessi economici che esistono ovunque, direi che il problema è di non vedere le varie pratiche in contrapposizione ma come complementari.

Ldf

Difficile non darle ragione: qui al Pensiero, seguiamo strade tortuose. Del resto, qualsiasi itinerario verso una “migliore” conoscenza è fatto di curve, di strettoie, di ripensamenti e … “conversioni ad u” che ti riportano su tracciati già percorsi. Ed è anche vero, come lei sottolinea, che l’articolo ripubblicato da Internazionale propone una serie di questioni molto interessanti che non ho ripreso nel post (invitando però a leggere direttamente l’inchiesta di The Atlantic).
Invece, non condivido la sua chiusura: non “continuiamo ad assimilare omeopatia, agopuntura e fitoterapia a spettacoli di cabaret”. Al contrario (e mi dispiace non essere riuscito a spiegarmi), trovo sorprendente e inopportuno che in prestigiose sedi istituzionali siano affrontati problemi così rilevanti (come la necessità di dare una risposta migliore e probabilmente “integrata” ai bisogni di salute dei cittadini e di conforto del malati) affidandone l’approfondimento a personaggi dal curriculum discutibile.
Agopuntura o fitoterapia dovrebbero “proteggersi” dall’accostamento a pratiche improbabili come l’ascolto delle campane tibetane, non crede?

Marcello Gaglione

I disonesti esistono sia fra coloro che propongono cure allopatiche sia fra coloro che propongono cure omeopatiche.
La medicina alternativa non è nè stregoneria nè magia, ma una medicina che può integrare concetti esperienze e cure alla medicina allopatica.
L’importante è che entrambe le medicine siano usate con coscienza e giusta conoscenza da persone con cultura universitaria e non da altre figure che non hanno la cultura adeguata.
Di certo trovo antipatico ironizzare su chi usufruisce della medicina “alternativa”come paziente immaginando che queste persone siano tutte ingenue e che credono alle magie ed alle stregonerie. Chissà perchè il numero di pazienti che si rivolge a specialisti del settore “alternativo” è in continuo aumento. Forse avranno qualche risultato apprezzabile…..che non avevano con la medicina allopatica.Capisco gli interessi economici enormi, ma i numeri hanno sempre un significato e dovrebbero spingere a fare delle riflessioni.

Francesco Canu

Complimenti per l’articolo, conciso e sconcertante

@ Gaido e Serravalle, scusate un attimo, i problemi del sistema salute e dell’abuso di farmaci secondo voi si risolve vendendo fuffa alla gente? Perché non è parlando dei problemi della sanità che si dimostra la validità (?) delle medicine alternative (ma alternative a cosa?)

WeWee

Per Eugenio Serravalle:

Anche se per assurdo si dimostrasse che tutte le pratiche scientifiche siano inefficaci o addirittura pericolose, questo non vorrebbe dire che le pratiche alternative diventino per magia efficaci e sicure. La sua è una fallacia classica ed evidente.
Fino a prova contraria le medicine alternative non sono medicine ma ciarlatanerie ed è triste che oltre l’anno 2000 siamo ancora qui a discuterne.

Roberto Bonini

“Capita spesso di leggere conclusioni di studi che contraddicono le analisi degli stessi”, cita il dott. Serravalle. Rispondo che è vero, ma sempre dal confronto di studi che applicando metodi scientifici possono aver seguito protocolli applicativi diversi.

Nessuno ha mai affermato che la scienza è infallibile.

Nell’applicazione dei metodi scientifici ho involontariamente omesso che nel postulato è importante e necessario includere le possibili variabili – che sono spesso molte e di grande rilevanza – ammettendo le variabili è più difficile che le conclusioni di due studi possano entrare in contraddizione tra loro per arrivare ad una tesi convergente.

Sulla pericolosità dei farmaci: forse sarebbe meglio parlare del rischio/beneficio. Non esiste farmaco – dice il prof. Silvio Garattini – che non abbia un profilo di tossicità. L’uso di questo farmaco è diretta conseguenza della necessità che avremo di utilizzarlo o meno in relazione alla patologia da affrontare.

È vero l’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura possono sicuramente essere convergenti con la medicina tradizionale e nessuno di noi vuole confonderle con le campane citate. Converrete con me però che tra due farmaci contenenti lo stesso principio attivo quello sintetizzato in laboratorio dimostra quasi sempre una efficacia nettamente superiore al farmaco omeopatico del quale per raggiungere la stessa efficacia terapeutica bisognerebbe assumerne quantità decisamente superiori.

Il mio impegno vuole essere quello di proteggere e informare le persone che non hanno i mezzi per valutare chi, come, perché. Dovrebbero essere le Istituzioni a proteggere e tutelare i diritti del malato, ma l’episodio di cui al post sembrebbe dimostrare esattamente il contrario.

Concordo con Luca De Fiore sulla necessità che le medicine complementari evitino di entrare in contatto con personaggi e situazioni al limite del grottesco. È bene che abbiano una loro precisa identità che le distingua da chi alla serietà ed all’impegno preferisce l’avanspettacolo (finalizzato al lucro) e non fine a se stesso.

Non volevo ironizzare su nessuno e me ne scuso se questo è sembrato il mio atteggiamento.

Livia

@ Marcello Gaglione
“L’importante è che entrambe le medicine siano usate con coscienza e giusta conoscenza da persone con cultura universitaria e non da altre figure che non hanno la cultura adeguata.”
Il punto è proprio che non vi è interesse nel diffondere la cultura della medicina cosiddetta “alternativa”: ad esempio, la legge che regola il conferimento del titolo di “erborista” risale agli anni Trenta, e, nonostante le varie battaglie condotte dai professionisti del settore, non è stato finora possibile modificarla. Non è difficile immaginare quali interessi premano affinché si mantenga lo status quo …
Mi spiace, ma ci sono moltissimi professionisti oltremodo preparati che non hanno la possibilità di mettere a disposizione del prossimo la loro professionalità, così come ci sono moltissimi professionisti di medicina allopatica che operano nel settore della salute senza avere quasi alcuna competenza … finché la lotta rimane impari a causa degli interessi di mercato, è quasi inutile parlare di confronto, ma l’aspetto avvilente è che tutto ciò va a detrimento della nostra salute.
Purtroppo sono ancora pochissimi quei professionisti che hanno scelto di INTEGRARE, dimostrando, a mio avviso, di avere una visione molto più consapevole e opportuna di cosa significhi operare PER la salute.
Se si applicasse un protocollo rigoroso di sperimentazione clinica, indipendente e trasparente, sia sui farmaci sia sui rimedi fitoterapici, erboristici, omeopatici, si potrebbe realmente parlare di “progresso scientifico”; per ora, però, siamo ancora lontani dal poterlo fare…

David Frati

Qua e là tra le righe dei vari commenti pro Medicina alternativa leggo – come sempre accade in questi casi – un concentto che trovo irritante e fuorviante (non è il solo, ma questo mi colpisce in modo particolare): la questione degli interessi di mercato di Big Pharma che “bloccano le Medicine alternative”.

Omeopatia e Fitoterapia sono assolutamente e felicemente inserite nel mercato internazionale, ed ENORMI multinazionali prosperano su di esse. Senza parlare di tutto il mercato sotterraneo di prodotti e pratiche non testate scientificamente che vengono VENDUTI.

Big Alternative Pharma esiste, non parlate delle favole per favore.

Livia

a mio avviso le favole se le racconta chi non sa distinguere tra fare marketing e fare cultura … diffondere la cultura e fare educazione non fa di certo il gioco di nessuna multinazionale, che per legge di mercato cerca di ridurre al minimo ogni tipo di concorrenza…che poi Big Pharma in questo sia più coinvolta di Big Alternative Pharma è solo una questione di “anzianità”…

eugenio serravalle

Quello che ho colto nell’articolo che ha dato spunto alla discussione è la riflessione sulla inadeguatezza dell’approccio convenzionale attuale nella gestione del paziente cronico e nel trattamento delle malattie cronico-degenerative oggi prevalenti rispetto alle malattie infettive.
Si ricorda come alcuni farmaci apparentemente utili e utilizzati da milioni di pazienti, si siano rivelati estremamente rischiosi; come, al momento, non esistano farmaci efficaci per varie patologie (innanzitutto l’Alzheimer), e come le stesse statine non sembrano aver effettivamente dimostrato di ridurre il rischio di un primo infarto miocardico, come la cardiochirurgia dei bypass e degli stent non sembra avere prolungato la vita dei pazienti in modo significativo.Si segnala che un paziente con dolore toracico che arriva al Pronto Soccorso sarà sottoposto a un gran numero di test, costosi e spesso inutili, che alla fine inevitabilmente lo condurranno a una qualche forma di trattamento, trasformerandolo in un paziente cronico, in molti casi anche in assenza di una forma patologica di reale gravità. La soluzione dei problemi sembrano sempre i farmaci, e si trascura la prevenzione e l’efficacia di un cambiamento radicale dello stile di vita. Solo la creazione di un legame profondo, emotivo, fra medico e paziente è in grado di indurre quest’ultimo a scelte che lo portino a condurre una vita più salutare. Per questo è indispensabile che la medicina segua il principio ippocratico che afferma: “è più importante conoscere che tipo di persona ha quella data malattia anziché sapere che tipo di malattia ha una persona”. Ed è per questa ragione che ospedali importanti come la Mayo Clinic in Minnesota hanno inserito nella loro struttura veri e propri dipartimenti di medicina complementare. Solo effetto placebo? Secondo alcuni esperti, si, anche se le evidenze in medicina complementare esistono e sono crescenti.
Anche in medicina convenzionale esiste l’effetto placebo: molti farmaci approvati dalla FDA hanno dato una dimostrazione di efficacia solo lievemente superiore a quella del placebo e per molti l’evidenza che emerge in molti studi è controbilanciata da altri studi in cui l’efficacia non sarebbe dimostrata. Un esempio tipico sono gli antidepressivi (250 milioni prescrizioni nel 2010), che sembrano essere efficaci solo sul 70% dei pazienti a cui vengono prescritti, mentre secondo studi recenti l’85% dei nuovi farmaci immessi di recente in commercio sembrano avere un’efficacia relativa o nulla, rispetto a quella dei farmaci precedenti. L’articolo di David H. Freedman nasce dall’intervista a Brian Berman, direttore del Centro di Medicina Integrativa della Facoltà di medicina dell’Università del Maryland a Baltimora, una delle 42 istituzioni mediche accademiche che, come Harvard, Yale, Duke, l’Università della California a San Francisco e la Mayo Clinic, hanno integrato le medicine complementari nei propri servizi.Anche in Italia l’interesse del mondo accademico e universitario alla didattica e alla pratica delle medicine complementari è in aumento: sono numerosi i master e i corsi di perfezionamento in medicina complementare, ( ultimo nella Facoltà di medicina di Firenze, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi).
Proprio perché omeopatia, fitoterapia ed agopuntura sono diverse dalla campane tibetane.

Franco Anedda

L’avanzare delle Medicine complementari ormai non può essere più ignorato, né fermato.

Cito un esempio di come un Nobel per la Medicina possa essere aperto a nuove conoscenze ed a superare le vecchie: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/blog/hrubrica.asp?ID_blog=281

Questa realtà aumenta l’aggressività di quanti, avendo poche certezze nella propria Scienza, cercano conforto nella denigrazione di quella altrui.

A questi colleghi manca solo un ulteriore passo: fare esperienza diretta di una Medicina Complementare, magari prima come pazienti e poi come terapeuti.

Tale esperienza è necessaria per poter esprimere valutazioni con cognizione di causa e non basate sul sentito dire (indegne per un “uomo di scienza”).

Potrebbe però avvenire in loro la conversione che io ho sperimentato personalmente.

Lo stesso percorso è stato compiuto da innumerevoli colleghi negli ultimi due secoli; non ho tra l’altro contezza che alcuno abbia compiuto il percorso contrario, e, se questo è vero, ci sarà un motivo.

Nessun omeopata ha mai messo da parte le competenze acquisite per tornare “allopata integralista”.

Si studia, si esperimenta e si valutano i risultati; in ogni caso si cresce culturalmente e si ampliano i propri orizzonti.

La Scienza è progredita in questo modo, quasi sempre ostacolata, invano, da chi si illudeva di possedere la Verità, tutta la Verità.

ivana

Anch’io concordo completamente con Luca De Fiore sulla necessità che le medicine complementari evitino di entrare in contatto con personaggi e situazioni al limite del grottesco…(riprendo Bonini). Concordo anche con chi dice che anche la medicina basata sulle prove di efficacia ha le sue difficolta’ ( interessi, qualita’ degli studi ecc…) ma personalmente preferisco affidarmi alla cd “medicina ufficiale” per i problemi “seri”. Rimangono 2 fatti in estrema sintesi:
1) vi sono patologie – asma x citarne una – x le quali molte persone, avendo provato i 2 metodi, hanno tratto piu’ beneficio pratico a lunga durata con rimedi della medicina complementare (alternativa mai…)
2) molti pazienti ricorrono a rimedi della medicina complementare magari in sieme ad altri (es. chemioterapia) e i medici non possono fare gli struzzi, cioe’ non voler sapere, approfondire, ascoltare perche’ i pazienti continuano a usare questi rimedi di nascosto e magari possono esserci effetti indesiderati o reazioni avverse…E’ necessario che la scienza se ne occupi in modo nuovo…proprio per depotenziare i pericolosi Hammer e proseliti.

Zeno Pagliai

Sono stato un medico alternativo e so quel che dico !
Ora mi dichiaro un medico alternativo pentito perché le medicine alternative NON hanno nessun riscontro scientifico e i colleghi che le praticano dovrebbero chiedere questi riscontri che… mai potranno avere, perché di scientifico, nelle medicine alternative NON c’è un bel nulla! C’è solo malafede, creduloneria, nessuna voglia di verificare e…. a volte molta furbizia ! E’ chiaro o le debbo ripetere in altre e più dure parole ?
Ci sono milioni di italiani che si affidano alle medicine alternative ?… certamente si, ma ci sono altrettanti milioni di italiani che si affidano a cartomanti, astrologi, maghe, maghi e altri vari furbetti che approfittano della dabbenaggine di troppa gente che merita di essere abbindolata dalle chiacchiere !

Zeno ( Un medico alternativo fortunatamente e felicemente pentito! )


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