Press enter to see results or esc to cancel.

Peccato: il mio barbiere non è il mio medico

Poltrone da barbieria del sud.

Il mio barbiere tiene molto al proprio lavoro. E’ di Alba, in Piemonte, ma vive a Roma da qualche tempo, e ha aperto da un anno una bottega che chiama “barbieria”, come quelle americane. Ma soprattutto come quelle siciliane. Sebbene venga dal nord, ammira molto la tradizione siciliana. Il maestro del mio barbiere è siciliano. Ora è in pensione, il maestro, ma produce ancora dei dopobarba artigianali. Sanno di liquerizia e di macchia mediterranea.

Il mio barbiere li usa con discrezione. Li spruzza sul collo con quei vapo con pompetta da 400 ml, per intenderci. Li spruzza sul collo perché, prima, ti rade tutti quei peletti di dietro e per farlo tira fuori un rasoio usa e getta chiuso in una bustina di cellophane. “E’ il minimo, per l’igiene”, dice. E, a proposito di igiene, prima di iniziare a prendersi cura di te si lava accuratamente le mani. E prima di insaponarti il collo o il viso, lava accuratamente il pennello con un sapone disinfettante.

Il mio barbiere mette una musica quieta, mentre lavora. Parla con calma, senza alzare la voce. Ogni tanto si siede su uno sgabello sistemato vicino alla poltrona e parla alla tua altezza. La poltrona si alza e si abbassa, come quelle dei dentisti, per dire. Così puoi guardarlo sempre negli occhi, diretti o allo specchio. Se vuoi.

Nella barbieria di v. Derna, Roma.

Il mio barbiere ha una bottega arredata con cura. Tutte cose raccolte nel tempo: profumi, confezioni vintage di lamette o di schiume da barba. Ce n’è addirittura una firmata dai Beatles, anni Sessanta: mi sembra sia di saponi. Sul tavolino davanti all’attesa, riviste anni Cinquanta e Sessanta: Epoca, Sorrisi e Canzoni. Sfogliandone una ho scoperto la storia del Ciriola, anzi: der Ciriola, che c’era la erre. Aveva salvato 52 persone che si erano buttate a Tevere: era il 1951.

Il mio barbiere indossa una camicia apposta per il tempo passato a bottega. C’è scritto Floyd sulla schiena. E’ sponsorizzata per bellezza, perché lo sponsor non paga. La usa solo per lavorare, se esce a farsi un caffè se la toglie e si veste normale.

Dal 1750, più o meno, la gilda dei barbieri è stata separata da quella dei chirurghi. Peccato. Mi sarebbe piaciuto se il mio barbiere fosse stato il mio medico.

 

Comments

7 Comments

Pio Ruggiero

Come sarebbe bello se anche la professione medica recuperasse una dimensione artigianale alla stregua dell’allievo con il suo maestro (proprio come accadeva o spero accada ancora in un salone da barbiere!). Due ingredienti: evitare la presunzione di “saper già fare” quando si è allievo ed evitare l’ostruzionismo e l’impazienza quando si diventa il collega più anziano.

Gabriele Di Lorenzo

A chi ha scritto il pezzo “Peccato che il mio barbiere non è Medico” vorrei ricordare che i Chirurgi prima di Napoleone Bonaparte non erano Medici ma Cerusici. Cerusico deriva dal greco cheir-cheiros: mano ed ergon: lavoro.
Credo che ancora oggi per il differente approccio al paziente, il Chirurgo, se pur bravissimo,svolge ha un aproccio non medico, ma appunto tecnico e molto complesso.
Cordiali saluti

pasqualina

CREDO CHE IL NUOVO SISTEMA SANITARIO ORMAI HA CONTRIBUITO A FAR MORIRE COMPLETYAMENTE L’UMANIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA,QUOTIDIANAMENTE ASSISTO A SCENE VERAMENTE ORRIPILANTI,E LA GENTE NON SA NIENTE PERCHE TUTTO E NASCOSTO,LA VITA STESSA DIPENDE DA QUANTO COSTI ALLA STRUTTURA E SE LA STRUTTURA NON PUO PERMETTERSELO, PER UNA SERIE DI MOTIVI CHE BASTA ANDARE A LEGGERE I CONTRATTI PER CAPIRLO,ALLORA PUOI DIRE BUONANOTTE ALLA VITA.QUESTO PER FAVORIRE LA GRANDI STRUTTURE OSPEDALIERE, FAR MORIRE I PICCOLI, E SE I PICCOLI VOGLIONO SOPRAVVIVERE, PER FORZA DI COSE SI GIOCA SULLA VITA DEGLI ALTRI. IL SISTEMA AMERICANO NON PRIVATIZZATO SULLA CARTA MA NELLA REALTA’ LO E’ ECCOME!

Pier Luigi Giorgi

Leggendo la descrizione del ‘Mio Barbiere’ mi viene in mente Leonardo Sciascia. Nel suo libro, ‘Il giorno della civetta’, per bocca di Don Mariano suddivide gli uomini in cinque categorie. Il Barbiere di cui qui si parla è
” l’ Uomo”. Purtroppo, indipendentemente dalle storture
del SSN, i ” Quaquaraqua” abbondano.

Maria Pigaiani

…consapevoli di come vorremo il nostro medico lo cerchiamo così, come “il mio barbiere” e oggi non lo troviamo più, perchè l’Uomo si è perso sotto la maschera della professionalità … Dovremmo ricordalo più spesso noi tutti del mondo sanitario che la vita riserva prima o poi il proprio turno di bisogno di cure… Nel bisogno è inutile “criticare” e chiedere di incontrare un pò di umanità che noi, per primi, non abbiamo saputo dare…

Pier Luigi

Ottimo insegnamento.Ci viene da una favola che in altri tempi ho vissuto.C’è ancora un margine per cambiare, per seguire l’esempio del barbiere.

enzo

mammmaaaaaaa….quanta retorica..la vera crisi non e’ ancora arrivata…arrivera’ e ne vedremo delle belle…il mondo e’ un’ altro. Il mio amico Paolo e’ unico, semplice, umano e a volte pensieroso piu’ del dovuto : barbiere perche’ non ha avuto il coraggio di essere artista, ma OTTIMISSIMO e originale barbiere. PAOLO, 2 giorni fa, ascoltando, “per caso” alcune registrazioni tue ho calciato un secchio e l’ho mandato a 7 metri e non ti dico il male………


Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tweet

Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardRPM/sta…

Tag Cloud

Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…