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Il libro? Nun s'è venduto maie…

Librai incazzati neri? Senza Harry Potter o Twilight all’orizzonte, è crisi. A tremare, però, non sono solo le librerie di quartiere come quella di Emmanuel Delhomme, proprietario di una libreria parigina a due passi dal Rond-Point des Champs-Elysées, e autore di un libro uscito da poco in Francia dal titolo che non lascia dubbi (Un libraire en colère): anche la saggistica specialistica soffre.

Se nella libreria di Delhomme il calo sembra essere  stato del 50 per cento tra marzo e aprile, in Gran Bretagna  le vendite di libri scientifici sono diminuite sensibilmente nei primi sei mesi del 2011, in alcuni casi con punte superiori al 20 per cento. La vendita di e-book non compensa le perdite: la scommessa sul digitale è di lungo periodo, in un mercato immaturo; così che i dati del Nielsen BookScan’s Total Consumer Market (TCM) evidenziano una diminuzione media del 3 per cento del mercato in UK: ha perso 22,2m di sterline scendendo a 677,4 m.

Cambridge University Press è in linea con il dato medio e si attesta a £3.8m, ma Oxford University Press scende del 5% fino a £12.5m. L’editore della Cochrane Library, Wiley, va giù dell’8% superando di poco i 10.4 milioni di pound. Stanno peggio Taylor & Francis (giù del 14% a £3.9m), McGraw-Hill (cala del 16% a £2.2m) e soprattutto Elsevier, che con una riduzione del 22% del giro d’affari è ora sui £4.2m. Tutto secondo previsioni in quanto già sul Financial Report 2010 così leggevamo: “Going into 2011, the budget environment remains constrained in many markets but with large variations by geography and customer. (…) Another year of modest revenue growth for Elsevier is expected.”

Un’emergenza? Forse no, a dar retta a Don Procolo Falanga, “vecchia zoccola di marciapiede”, agente librario a metà tra fiction e realtà, protagonista del tascabile Memorie di un venditore di libri, di Antonio Franchini.

  1. ‘E libri nun se vendono;
  2. Nun è che nun se vendono mo’, ‘e libri nun se so’ venduti maie;
  3. Nun esiste ‘o best-e-seller: so’ tutti bet-seller, libri scummessa.

Sarà pure un’analisi colorita, ma non è lontana dalla realtà. Si è costretti a giocare d’azzardo e a tentare la sorte perché si è rotto il patto tra autori, editori e librai. Fino a pochi anni fa, questa alleanza di fatto aveva permesso di sopravvivere con dignità a tre attori fondamentali della vita culturale europea. Il patto si è infranto nel momento in cui sia gli autori, sia gli editori sia i librai hanno perso fisionomia e personalità: autori collettivi o rappresentati da giornalisti o agenti; editori “impuri”; megastore librari popolati da commessi che non leggono.

 

 

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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