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Editoria, decrescita e riunioni di condominio

Dovrebbe esistere un Inferno tutto per gli editori, sosteneva Goethe. Nessun problema: è la vita che si sono cercati. Almeno, così sembra leggendo le Modeste proposte per le case editrici che Marco Cassini ha postato sul blog di Minimum Fax, di cui è proprietario.

E pensare che l’innamoramento per la professione, comune a qualsiasi editore, lascia sempre immaginare un Paradiso, altro che il fuoco perenne… Cassini propone tre cose:

  1. Decrescita: “produrre meno per produrre meglio, per dare tempo ai libri di vivere più a lungo prima e dopo la pubblicazione”.
  2. Originalità: “non cadere nella tentazione delle scorciatoie, della semplificazione, dell’imitazione”.
  3. Cambiamento: “fare di tutto per cambiare le regole del mercato”.

Programma ambizioso e lo conferma la lettura dei commenti alle Modeste proposte, postati da:

  • lettori onnivori
  • autori disposti a tutto pur di pubblicare
  • editori neonati e fomentati (paradossalmente addestrati proprio dai corsi di Minimum fax).

In concreto…

  • pubblicare di meno è possibile solo disegnando il proprio programma editoriale sulla base della domanda del mercato (pochi libri ma che si vendano di certo);
  • una politica editoriale più selettiva richiede necessariamente molta flessibilità sia in termini di rilevanza degli investimenti, sia di impiego di risorse umane (lato redazionale e lato commerciale);
  • di conseguenza, è probabile che un editore che “scelga meglio” possa farlo solo sfruttando al massimo ogni opportunità possa derivare da una legislazione che non ostacola il lavoro precario, che non promuove una vera formazione professionale per i giovani, che non stimola il miglioramento di qualità in un mestiere ancora artigianale come quello editoriale.

Decrescita: obiettivo improbabile. Non così originalità e cambiamento delle regole.

Ma diventano tutte “missioni impossibili” se non si torna a riflettere sull’editoria libraria restituendola all’ecosistema della comunicazione, che poggia su tre fondamenti: ascolto, parola, scrittura.

Ascolto. Preliminare a qualsiasi comunicazione attiva: autore che ascolta (dialoga, si confronta, si paragona), editore che ascolta (lettori, autori, librai, recensori), agente librario che ascolta, libraio che ascolta (l’editore, il cliente, il recensore), recensore che ascolta, lettore che ascolta.

Parola. Conseguenza naturale dell’ascolto e chiave del dialogo. Strumento per mettere alla prova idee, progetti, abbozzi di narrazioni. Non soltanto prima di scrivere. Soprattutto invece di scrivere.

Scrittura. Il libro come approdo, non come punto di partenza della propria carriera (di narratore, di poeta, di docente…). Non esiste l’autore ignoto, ammoniva Umberto Eco augurandosi che, prima di pubblicare, ad ogni autore fosse stata data l’opportunità “di aver fatto baruffa” a convegni, conferenze o “riunioni cenacolari”.

Ecco: parliamo delle nostre idee e progetti alle riunioni di condominio. Solo dopo, raccontiamole agli editori. E anche voi, amici di Minimum Fax: assicuratevi che gli allievi editori abbiano prima imparato come va il mondo…

 

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Furti all’italiana. Con l’aria di chi la sa lunga, @paolomieli spiega il senso del dimenticare. Un paio d’anni dopo lo splendido libro di @davidrieff Ma quanto siamo provinciali? @OttoemezzoTW pic.twitter.com/71eJVgCY99

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…