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Quotidiane occasioni mancate

La diagnosi di tumore al seno a Kylie Minogue ha favorito un aumento di 20 volte delle notizie sul cancro della mammella e la crescita del 40 per cento della richiesta di mammografia da parte delle donne australiane. E’ solo un esempio di quanto i media possano incidere sui comportamenti sanitari della gente motivando al cambiamento di abitudini o stili di vita dannosi.

Una ricerca retrospettiva pubblicata dal Journal of Public Health ha studiato il modo col quale i quotidiani inglesi hanno seguito la malattia di Jade Goody, una “celebrità” televisiva, dal momento della diagnosi di cancro della cervice uterina a dieci settimane successive alla sua morte: il tutto tra il 19 agosto 2008 alla fine di aprile 2009. I risultati principali dall’analisi dei 1203 articoli che rispondevano ai criteri di selezione dello studio:

  • solo 116 facevano cenno alla possibilità di prevenire il cancro della cervice uterina
  • di questi, l’85 per cento segnalava lo strumento dello screening (Pap Test)
  • il 31 per cento citava la possibilità della vaccinazione contro lo HPV
  • il 14,7 per cento indicava nella riduzione dei partner sessuali un’arma per prevenire la malattia
  • il 6,9 per cento accennava alla utilità dell’uso del profilattico.

In più, le notizie dei giornali (e della televisione, probabilmente) spingono anche a cercare su internet maggiori informazioni. Lo dimostra chiaramente il supplemento di ricerca degli autori eseguito con Google Insights for Search; Metcalfe, Price e Powell hanno associato la timeline della malattia della Goody all’andamento delle ricerche effettuate con Google scoprendo che sia le interrogazioni sul test sia quelle su “cervical cancer” erano direttamente correlate agli eventi sofferti dalla protagonista del “Big Brother”.

Uno studio abbastanza naive, d’accordo. Però, utile per riflettere su almeno tre questioni:

  • Le malattie delle persone famose spingono a informarsi sulla salute.
  • Difficile fare affidamento sui media “laici” per un’informazione completa, equilibrata e corretta.
  • Le istituzioni dovrebbero giocare d’anticipo, non tardando, appena una “celebrità” rendesse pubblica la propria malattia, a informare i cittadini in maniera proattiva sulle opportunità di prevenzione e cura di quella patologia.

Niente di più probabile, no?

Fonti: Metcalfe D, Price C, Powell J. Media coverage and public reaction to a celebrity cancer diagnosis. J Public Health 2011:33:80-5.

Kelaher M, Cawson J, Miller J, et al. Use of breast cancer screening and treatment services by Australian women aged 25-44 years following Kylie Minogue’s breast cancer diagnosis. In J Epidemiol 2005;3:1326-32.

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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardRPM/sta…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…