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Cercare immagini con Google

La Instant Search attivata sul blank box completa la stringa “Google is a” con il termine “god”. Andiamo bene … Qui finisce che ci dimentichiamo che Google non è soltanto una piattaforma di servizi interattivi ma soprattutto un motore di ricerca. Che tanti usano male e le cose da trovare ci sembrano rare come tartufi…

Le ricerche sono impostate con un numero di termini insufficiente per avere risultati utili. La maschera per la ricerca avanzata non viene usata quasi mai. Dei risultati ottenuti, sono aperti solo i primi link, a prescindere dalla pertinenza. Se non troviamo nulla che ci convince, piuttosto che precisare la search la cambiamo radicalmente.

Come dovremmo fare, invece?

  1. Riflettere sull’obiettivo della ricerca
  2. Impostare stringhe più dettagliate (minimo tre termini, meglio se cinque)
  3. Usare termini specifici che non si prestino a equivoci

Ancora: decidere prima se cerchiamo documenti, notizie, video o immagini.

Ecco: le immagini. Quando le cerchiamo aumentano i problemi. E non solo per colpa nostra (trovare immagini è complicato soprattutto perché i motori di ricerca hanno difficoltà a classificarle se non ci ha pensato l’editor del sito che le ospita). Chi ha studiato la questione ci dice che la ricerca di immagini si focalizza molto spesso su query legate a persone; sappiamo anche che la stringa di ricerca per le immagini è solitamente più lunga di quelle impostate per altre categorie di “oggetti multimediali”.

Uno studio sui comportamenti di studenti universitari indica in 20 minuti la durata media  di una ricerca di immagini nel corso della quale si rende necessaria una riformulazione della query (la correzione più frequente è la semplice sostituzione di un termine con un altro). La cosa sorprendente è che, nonostante esista non da oggi la funzionalità Image Search in Google, parecchia gente continua a cercare immagini senza ricorrervi e seguendo il link per la ricerca nel web: per lo studio di Choi, della School of Library and Information Science della Catholic università of America, 37 ricerche su 100 sono effettuate in questo modo. Dovendo trovare immagini per scopi di studio o ricerca, aumenta il numero di query: quasi 14 diversi tentativi, contro una media di 7,88 per motivi di lavoro e di 6,22 quando cerchiamo qualcosa per divertimento. Il grado di soddisfazione è inversamente collegato al numero di query impostate: meno siamo costretti a comporne, più i risultati ci sembrano utili e adatti al nostro scopo.

Altra cosa interessante: se cerchiamo un’immagine tra i documenti nel web, scrolliamo in media una pagina di risultati; cercando con la funzionalità Image Search guardiamo in media 2,5 pagine di risultati (del resto si fa prima).

Allora?

  1. Se ci serve un’immagine usiamo la funzionalità Image Search
  2. Non impostiamo query troppo lunghe: possono confondere il motore
  3. Mettiamo a fuoco il nostro obiettivo e usiamo termini precisi
  4. Se siamo convinti di aver impostato bene una ricerca, prendiamoci il tempo per aprire una serie di immagini probabilmente interessanti, perché le pagine che le ospitano potrebbero darci elementi preziosi per trovare qualcosa di ancora migliore.
  5. Guardiamo la tag di un’immagine “buona” e vediamo se i termini usati per classificarla possono essere da noi utilizzati per precisare la nostra ricerca.

Infine: è uscito da poco Google: istruzioni per l’uso. Un tascabile di quaranta pagine costruito come una “lezione” per imparare a trovare in fretta quello che davvero ci serve: come scrivere la query, quali termini non usare, le funzionalità  cui ricorrere per escludere o includere; come usare la ricerca avanzata sia in Google sia in Scholar.

Praticamente tutto quello che serve sapere. Ad eccezione di come usare quello che abbiamo trovato… A quello ci devi pensare tu.

 

Fonte: Choi Y. Investigation variation in querying behavior for image searches on the web. ASIST 2010;October 22.

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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