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Infermiere e poliziotte sexy ad Arcore?

Ci mancavano solo le intercettazioni dei colloqui telefonici delle ‘Arcore girls’ a turbare i sonni delle infermiere italiane, già alle prese con un impegno professionale difficile e spesso non retribuito adeguatamente.

Sul quotidiano “La Repubblica” Paolo Berizzi racconta – desumendola dai verbali delle intercettazioni telefoniche allegati alla richiesta di perquisizione degli uffici di pertinenza di Silvio Berlusconi inviata dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato il premier per concussione e prostituzione minorile – la storia di Roberta Bonasia, infermiera a domicilio dipendente dell´Asl Torino 5 dalle ambizioni artistiche nonché Miss Torino 2010.

La ragazza ha ricevuto una telefonata dal manager Lele Mora che le comunicava che il giorno seguente sarebbe stata ospite di Berlusconi nella sua villa, e la avvertiva: “Dato che sarai l´infermiera ufficiale devi fargli uno scherzo. Devi prendere su (lo strumento) che misura la pressione, e un camice da dottoressa… con sotto niente ovviamente, solo le autoreggenti bianche”. Da altre intercettazioni di tenore simile si è appreso che in una saletta della villa di Arcore di proprietà del premier si svolgevano spettacoli di lap-dance effettuati da ragazze in uniforme da poliziotte.

Non è certo una novità: infermiere e poliziotte sono da sempre archetipi dell’immaginario erotico maschile, e non a caso sono protagoniste di innumerevoli sequenze osè in film erotici o addirittura pornografici, senza parlare del fatto che spogliarelliste e sexy star durante i loro show nei locali notturni indossano spesso (anche se per poco tempo, perché sono lì per spogliarsi) queste uniformi e altre simili.

La reazione dei sindacati di categoria però non è tardata ad arrivare.

“Abbiamo appreso con forte disagio attraverso i giornali di un uso del tutto indecoroso di uniformi da infermiera che sarebbe avvenuto nel corso di incontri a sfondo erotico nei quali sarebbe stato coinvolto il Presidente del Consiglio” ha affermato Annalisa Silvestro, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi. “Se i fatti riportati venissero confermati, saremmo di fronte ad una grave offesa alla dignità della figura e dell’immagine di un grandissimo numero di infermiere che ogni giorno, tra mille difficoltà, lavorano per assicurare l’assistenza ai pazienti e il funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale. L’uniforme dell’infermiere è il simbolo di competenze professionali acquisite in anni di studio e dell’impegno che ciascun infermiere assume nei confronti dei pazienti, non è accettabile che la si ridicolizzi ed umili in contesti degradanti, a maggiore ragione se si ricoprono cariche pubbliche alle quali fa capo, direttamente o indirettamente, la responsabilità di indirizzare il Servizio Sanitario Nazionale. Come donna e come infermiera esprimo una profonda amarezza per quanto emerso e solidarietà alle donne poliziotto altrettanto tristemente coinvolte in una spirale di vicende prive di ogni decoro”.

Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap, spiega: “Se venisse tutto confermato, saremmo di fronte ad un’offesa gravissima e gratuita agli uomini e alle donne che indossano, ogni giorno, la divisa. Una divisa che rappresenta l’unità dello Stato: è un simbolo e, se certe cose sono veramente accadute, sarebbe tutto molto degradante. La divisa non può essere usata come strumento di offesa per le donne. Ma sarebbe anche un’offesa anche nei confronti della Repubblica. E se è vero che nei festini sono state usate delle uniformi da poliziotte, bisogna chiarire se fossero vere o meno: nella prima ipotesi, infatti, saremmo di fronte alla violazione di una legge”. Duro anche il giudizio della Consap: “Qualora queste indiscrezioni di stampa rivelassero un fondamento – sostiene il segretario generale, Giorgio Innocenzi – sarebbe un fatto gravissimo che colpisce l’alta professionalità garantita dalle donne in polizia. Sarebbe altresì evidente il profondo disagio dell’intera categoria, nell’indossare una divisa che sarebbe stata ridicolizzata di fronte all’opinione pubblica nazionale ed internazionale. In tema di scelte di Governo sulla sicurezza, quelle che più ci stanno a cuore, i fatti che stanno emergendo appalesano nel nostro presidente del Consiglio, una personalità sempre meno attenta all’agenda di governo, che si era evidenziata anche nell’assenza in occasione dei provvedimenti che hanno riguardato la sicurezza e la specificità delle forze di polizia, che mai come in questo periodo si sono sempre chiuse con inaccettabili penalizzazioni economiche ed operative”.

Una sola nota a margine. Le infermiere e le poliziotte svolgono lavori preziosi per la collettività e meritano tutto il nostro rispetto come professioniste e come donne. Essere trattate come un mero oggetto (o archetipo) erotico è degradante, irrispettoso e odioso, non ci piove. Ma essere un oggetto (o archetipo) erotico è una figata. Magari lo fossero i giornalisti.

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Luca De Fiore

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