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Quando il manuale sarà ad open access…

I manuali per gli studenti sono una delle principali fonti di ricavo per le case editrici scientifiche. Pensa che negli Stati Uniti ci sono 19 milioni di studenti nei college e ciascuno spende una media di 850 dollari l’anno per i libri di testo; più o meno, un’industria da 10 miliardi di dollari e la fetta più grossa finisce nelle tasche di tre attori: Cengage, Pearson e Mc-Graw Hill. Il 36 per cento degli studenti considera il costo dei libri una delle ragioni principali per le quali abbandona gli studi. Anche per questo, alcune università si sono attrezzate per garantire l’accesso gratuito ai contenuti elaborati dai propri docenti; MIT open courseware e Carnegie OLI sono due esempi tra i più noti.

Iniziano a muoversi anche attori non istituzionali; FlatWorld Knowledge è uno di questi. Di cosa si tratta? In poche parole, un docente può cercare nel catalogo della FWK contenuti adatti ad un proprio corso; nel caso trovasse qualcosa di suo interesse, può selezionarne delle parti oppure integrarle con contenuti diversi. Il “prodotto” finale è consultabile online dagli studenti che, se invece preferiscono studiare su una copia cartacea, possono richiedere la stampa on-demand alla stessa FWK. Ad un costo abbastanza contenuto (in media, una trentina di dollari per il libro personalizzato).

Anche in questo settore c’è dunque un grande movimento e le tecnologie nuove metteranno presto in crisi le dinamiche della produzione-diffusione dei libri di testo, probabilmente alterando anche i rapporti tra editori-autori-biblioteche e librerie. La tendenza spinge verso la personalizzazione dei materiali sui quali si studia, integrando le indicazioni dei docenti con le proprie preferenze e i suggerimenti ricevuti non solo da compagni di corso, ma anche da … sconosciuti. E l’integrazione dei contenuti procede parallelamente all’integrazione dei formati: carta, PDF, PowerPoint, e-book…

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1 Comment

Jacqueline Costa

Da ricordare che negli stati uniti il docente rimane centrale all’istruzione, compresa quella universitaria. La frequenza alle lezioni è obbligatoria e il ruolo del professore è di “andare oltre il libro di testo”. In poche parole, i manuali vanno e vengono – non esisterà mai uno “perfetto” -mentre il docente rimane. Pertanto tutto dipende dalle sue qualità e capacità, le quali “make or break” il corso. Rimango curiosa di vedere l’evoluzione dell’editoria scolastica comunque.


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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
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