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Il caffè è il diavolo!

Il tedesco Samuel Hahnemann, padre dell’Omeopatia, non aveva molta simpatia per il caffè. Anzi, per lui se non era la causa di tutti i mali poco ci mancava. Lo dimostra l’esilarante lettura del breve saggio “Sugli effetti del caffè” (On the Effects of Coffee from Original Observations – 1803), contenuto in un raffinato volumetto  edito dalla :duepunti di Palermo.

Il caffè (che secondo il medico di Meißen avrebbe un sapore sgradevole proprio perché la Natura vuole avvertirci della sua tossicità o al massimo della sua natura di ‘medicinale’)  viene indicato da Hahnemann in sole 24 pagine come capace nell’ordine di:
– far scomparire fame e sete
– procurare una digestione pressoché immediata ma parziale
– far aprire e contrarre rapidamente l’ano (facilitando l’evacuazione di quanto semidigerito)
– risvegliare l’appetito venereo “con 10 o 15 anni d’anticipo”
– determinare impotenza prematura
– sconvolgere l’umore in positivo e negativo
– stimolare innaturalmente la loquacità facendo “sfuggire i segreti più importanti”
– far assumere un “contegno teatrale”
– indurre grave depressione (per reazione) se non si assume altro caffè
– indurre emicrania e mal di denti
– indurre erisipela con ulcere croniche
– far diventare il sangue “acquoso e mucillaginoso”
– far sostituire (“spesso del tutto”) un flusso leucorroico acre alle mestruazioni
– causare dolore nell’atto venereo
– causare negli uomini emorroidi dolorose e polluzioni notturne
– causare nelle donne sterilità e incapacità di allattare
– rovinare i denti (“nei bambini non si sviluppa quasi nessuna carie che non sia dovuta al caffè”)
– causare “tinta pallida e carni flaccide” nei bambini, che “imparano a camminare molto tardi (…) e chiedono sempre di essere presi in braccio”, “hanno sempre il petto oppresso da un muco tenace”, “sudano non soltanto sulla fronte ma su tutto il cuoio capelluto”, “a volte piangono anche nel sonno”, soffrono di oftalmie che spesso durano per anni e dulcis in fundo “guariscono con difficoltà da ogni malattia”.

Ma l’acme del suo ragionare l’inventore dell’Omeopatia lo tocca quando afferma perentorio: “La tazza di caffè cela spesso l’onanismo, mostro dagli occhi sbarrati, esecrazione della natura che la lettura di romanzi, le fatiche imposte alla memoria, la frequentazione delle società corrotte e l’inattività di una vita sedentaria contribuiscono per parte loro a generare”.

E il bello è che l’autore sostiene nelle prime pagine che il senso del suo lavoro sarà “osservare senza sosta, con rigore, distogliendo per quanto possibile ogni illusione e riconducendo accuratamente i fenomeni alle loro cause”!

Da Starbucks, c’è da giurarlo, il buon vecchio Hahnemann sarebbe persona non grata.

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Il caffè causa tutti i mali? Secondo il padre dell’Omeopatia sì | I Like Italy

[…] Starbucks, c’è da giurarlo, il buon vecchio Hahnemann sarebbe persona non grata. Fonte: Dottprof Like […]


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Luca De Fiore

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