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Liberi fino a un certo punto

L’accordo tra Google e Verizon (grande azienda attiva nel settore delle infrastrutture per la comunicazione) per la creazione di una rete mobile ad alta velocità, ideale per mandare in giro contenuti multimediali audiovideo, ha sparigliato le carte al punto che anche uno tra i più devoti evangelisti della società di Mountain View, Jeff Jarvis, ha postato sul suo blog (www.buzzmachine.com) una sorta di appello a ripensarci:

1) la rete mobile è la Rete, punto e basta (e se non lo fosse ancora, lo sarà prestissimo); quindi,

2) abbandonare un atteggiamento di neutralità (che in questo caso significa di equidistanza dai contenuti disponibili sul web e dai provider) “limitatamente” al mobile è una scelta che fa ridere.

La sensazione è che le cose siano parecchio più complicate del fatto in sé, essendo sul tappeto una serie di questioni alle quali può essere difficile dare risposta:
– internet è ormai da considerare un bene comune? (la domanda suona ancora più strana in un paese dove l’acqua si sta avviando a non esserlo più)
– quali margini di autonomia possono avere le aziende del settore informatico, riguardo per esempio la apertura o la chiusura dei sistemi da loro sviluppati?
– la libertà d’impresa nel campo della comunicazione deve prevedere registri diversi a seconda ci si muova nei canali tradizionali (la stampa o la televisione) o su Internet?

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Va beh, mi hanno invitato a farlo girare... So’ ragazzi, questi di @forwardRPM , come fai a dirgli di no? twitter.com/forwardrpm/sta…

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Luca De Fiore

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tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…