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Google conta i libri: sono 130 milioni

Poi dicono che Google non è amico dei bibliotecari. L’ultima (del 5 agosto) è venuta fuori sul blog di Mountain View: si sono messi a contare i libri e sono arrivati a 129.864.880. Ovviamente spiegano come hanno fatto e vengono fuori cose interessanti.

1. Non è possibile affidarsi ai database costruiti archiviando i codici assegnati dalle istituzioni. Per esempio, l’International Standard Book Number “vale” solo per i libri pubblicati dopo gli anni Sessanta, con grandissime e importanti lacune sia perché prima degli anni Settanta in pochi lo usavano, sia perché è un sistema di codifica molto “occidentale”. Inoltre, ci sono editori che assegnano lo stesso ISBN a libri diversi (Google sostiene di aver trovato lo stesso numero di codice assegnato fino a 1500 libri diversi…). Anche la Library of Congress combina casini ma al contrario: 1500 monografie diverse di una stessa collana hanno lo stesso numero di codice.

2. Confrontando e integrando i cataloghi di biblioteche diverse si ha conferma di quanto sia diventata complicata l’editoria internazionale: talvolta crediamo che il nome di una collana sia quello della casa editrice e ancora più spesso pensiamo che una sigla editoriale in realtà morta e sepolta sia ancora in vita solo perché la multinazionale che l’ha acquistata continua a stamparne il nome in copertina.

3. Oltre ai libri, nelle biblioteche inizia a esserci parecchia altra roba: audio libri (4-5 milioni), video (2 milioni), mappe geografiche (altri 2 milioni) e t-shirt con l’ISBN (un migliaio).

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Luca De Fiore

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