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Cercasi lettori che non vedano

Almeno uno dei quindici articoli pubblicati sull’ultimo numero del New England Journal of Medicine non è scritto da chi lo ha firmato. Lo dicono le statistiche o, quantomeno, è questo che ci dice una ricerca presentata al congresso di Vancouver sulla Peer review and biomedical publication promosso come sempre dal JAMA.

C’è chi ricorre ad antidoti tutto sommato ingenui, come Frederic Curtiss del Journal of Management Care Pharmacy, che sostiene di aver sventato diverse frodi semplicemente andando a controllare nelle “Proprietà” di Word degli articoli sottoposti per la pubblicazione. Più che altro, sembra un modo per scoprire se una segretaria o un assistente hanno messo in bella un lavoro; eh sì, perché quella degli “autori fantasma” non è più una questione di dilettanti.

Il fenomeno del ghost writing coincide con l’affidamento in outsourcing del lavoro di pianificazione, conduzione e comunicazione della ricerca, che le industrie farmaceutiche hanno deciso da tempo di esternalizzare. “This so called ghost management can be outsourced to Medical Education and Communication Companies (MECC)”, scrive il Laika’s MedLibLog.. Il casino suscitato dalla storia delle false riviste pubblicate per Merck & Co dalla Elsevier ha tolto il coperchio ad un pentolone nel quale da tempo ribolle un disgustoso minestrone; a cucinarlo è un insieme di cuochi molto affiatato, composto da editori, clinici e ricercatori. Quasi sempre, ognuno si nasconde dietro qualche paravento: società scientifiche, Clinical Research Organizations, agenzie di pubbliche relazioni e, come scrive Laika, queste attivissime MECC. Excerpta Medica, per dirne una, si auto presenta come “an Elsevier business, a strategical medical communications agency, partnering with their clients in the pharmaceutical and biotech industries to educate the global health care community to enable them to make well informed decisions”. Capperi.

Di fatto, oggi gli editori scientifici fanno affidamento sull’incapacità dei medici di valutare criticamente ciò che leggono. Cito ancora Laika: “Any doctor who even considers it (la prima falsa rivista di Excerpta medica ad essere scoperta: The Australasian Journal of Bone and Joint Medicine) to be a peer reviewed paper must have very little experience with critically reading of peer reviewewd papers”. A pensarci bene, è paradossale: come se una casa di produzione cinematografica realizzasse film contando sulla miopia o sul daltonismo del pubblico.

Laika aiuta a mettere a fuoco anche un’altra cosa: “Ghostwriting is widespread, also among first class Journals”. In certa misura prevedendo quanto è venuto fuori dallo studio di quattro editor del JAMA presentato il primo giorno a Vancouver: “The prevalence of ghost authors was highest in New England Journal of Medicine (11%) and lowest in Nature Medicine (2%). Honorary authors were reported for 31% of original research reports, 24% of reviews, and 22% of editorials. Ghosts were more prevalent in research articles (12%) vs reviews (6%) and editorials (5%)”.

Sono andato a trovare Tom Jefferson e ne abbINGMRF-00004627-001iamo parlato; secondo lui tutto questo non rappresenta una novità, al punto che esistono strumenti più strutturati e funzionali di quelli proposti da Curtiss. Guarda l’intervista video a  Tom su YouTube.

Comments

1 Comment

Giuseppe Di Maria

Quello dei “ghostwriters” è un fatto antico come la scrittura. Ghostwriter è, in sintesi, chi scrive senza firmare. Ma questo comporta, quasi sempre e necessariamente, che c’è qualcuno che firma senza partecipare alla scrittura, e perfino neanche alla lettura. Come definire quest’ultimo?
E poi occorre anche interrogarsi su chi e per quali motivi assume la regia dei “Ghostwriters” e quando e perché un ghostwriter diventa anche un “Betrayer of the truth”.


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In this important work with colleagues from Italy, we examine if price negotiations lead to better alignment between price of cancer drugs and their outcomes. bmjopen.bmj.com/content/9/12/… @AntonioAddis2 @fperrone62 pic.twitter.com/Nohz0Hp733

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…