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Farma-Facebook a senso unico?

take-a-step-against-ccPare (ma non è sicuro) che quando fu inventato il telefono le prime a rendersi conto delle potenzialità di marketing del nuovo strumento furono le industrie farmaceutiche. In particolare, una tra le più conosciute e apprezzate per la propria integrità avviò un’intensa campagna di contatti con gli utenti di questa strana diavoleria: la cornetta nera. Dalla azienda chiamavano e inondavano chi rispondeva con un torrente di parole. Appena l’altro provava a rispondere, mettevano giù.

Forte di questa esperienza, la stessa azienda (pare, ma è praticamente sicuro) a distanza di diversi decenni ha deciso di cimentarsi in un’analoga sperimentazione con il web sociale; precisamente, con Facebook. Ha aperto il profilo Take a step against cervical cancer che, in poche settimane e sotto l’effetto di uno straordinario battage pubblicitario, ha superato i 105 mila fan. Centocinquemila, capito?

E’ l’ennesima conferma della capacità delle industrie produttrice di medicinali e vaccini di guidare l’innovazione. Non paga della propria originalità, l’azienda ha voluto strafare, innovando l’innovazione: al contrario di qualsivoglia spazio del web sociale, Take a step non permette agli utenti di postare commenti. Il web sociale prossimo venturo pare sia davvero così: monodirezionale. Io scrivo, tu leggi.

Del resto: vogliamo mica rischiare che qualcuno avanzi pubblicamente qualche riserva sul vaccino in questione, non è vero? Qualche dubbio sulla conduzione delle fasi di sperimentazione pre-registrazione? Perplessità su possibili effetti indesiderati ancora non venuti alla luce?

Pare (e anche in questo caso è quasi sicuro) che la scelta dell’azienda sia dettata dalla volontà di impedire che, all’interno del sito, possano trovare spazio anche informazioni non attendibili o fuorvianti. Infatti, pare che in questi casi la FDA sia davvero molto severa…

Comments

2 Comments

Franco Anedda

Non è un caso che non accettino il contraddittorio, su Facebook fanno solo propaganda.

Nei forum, i sostenitori dei vaccini oppongono slogan propagandistici a dati di fatto facendo magre figure.

Tali slogan hanno comunque successo con le menti obnubilate dalla TV.
Pure la TV, quando chiede il parere della rete, ottiene risposte critiche:
http://www.rai.it/dl/tg1/speciali/ContentItem-094a57d3-c4bd-421f-92e5-396f1c59fc3c.html

I medici dovrebbero riporre fiducia (non cieca) solo nella EBM senza farsi incantare dalle sirene di Big Pharma.

Io, su Facebook ed altrove, provo a dare informazione e sono disponibile al confronto: http://www.facebook.com/group.php?gid=51469326638&ref=mf

Se qualcuno potesse dimostrarmi che sono in errore, gliene sarei grato: le vaccinazioni di massa oggi mi sembrano un crimine contro l’umanità del quale la medicina, prima o poi, dovrà fare ammenda.

Preferirei scoprire di essere in errore.

Social media e ricerca medica. Utili o stupidi? | Salute 2.0 - Social Media e Sanità

[…] la non chiarezza su chi ci sia dietro a questa iniziativa (anche perchè vediamo che ultimamente l’industria farmaceutica si sta scaldando i muscoli su Facebook). E’ che mi sembra strano come nell’introduzione del suo libro metta in evidenza che un […]


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Corruption in healthcare - we need care based on solidarity, not on charity because greed. We need careful and kind care for all. ⁦This is #WhyWeRevolt @patientrevpatientrevolution.org/revolt nytimes.com/2020/11/27/opi…

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Luca De Fiore

Comunicare la salute e la medicina:
tutto quello che vorresti chiedere ma hai paura di sapere. E nemmeno sai tanto a chi chiedere…